“La prima cosa bella” al cinema è di Paolo Virzì

Da venerdì 15 è nelle sale cinematografiche il nuovo film di Paolo Virzì, prodotto dalla Medusa Film, “La prima cosa bella”. Sulla scia dei grandi maestri della commedia italiana, Virzì ha saputo sapientemente creare “una cosa bella” raccontando un’intensa storia familiare, ambientata nella sua Livorno, con leggerezza ma sempre sostenuta da una velata malinconia che lascia allo spettatore un amaro retrogusto.

E’ la storia di una madre bellissima ma frivola(interpretata da giovane da Michaela Ramazzotti) che, a causa della sua casuale elezione a “mamma più bella”, nello stabilimento balneare di Livorno nell’estate del 1971, viene cacciata via di casa dal marito geloso. Per la donna, insieme ai due figli Bruno e Valeria, inizia una vera odissea che li porterà a vivere nei posti più impensati, tra mille disagi e avventure. Il film è un continuo viaggio dal presente al passato, allorché il figlio Bruno, ormai cresciuto ma rimasto sempre incapace di scrollarsi di dosso il doloroso passato, spinto dalla sorella Valeria(Claudia Pandolfi), torna, dopo tanto tempo, a trovare la madre(Stefania Sandrelli) gravemente malata e in fase terminale. Attraverso il contatto con lei, una donna rimasta sempre vitale, Bruno non potrà fare a meno di rievocare tutta la sua vita passata che aveva cercato, in tutti quegli anni, di seppellire. E una valanga di ricordi vengono fuori da un passato tormentato dove lu, bambino, sente il peso di una madre così imbarazzante e che tutti giudicano.

Ma è solo ripercorrendo i ricordi che Bruno riesce a trovare il bandolo di quella matassa aggrovigliata e, insieme alla sorella, giungere a un’inattesa e struggente riconciliazione con la madre, con sé stesso e col mondo.

Il film, per tutta la durata, si muove sul filo delle emozioni che non abbandonano lo spettatore neanche per un istante fino a giungere, con una accelerazione emotiva, a un finale in cui tutti i fili della storia si ricompongono. Trova allora senso l’infelicità di Bruno, incapace di vivere e di amare, nonostante una donna accanto e quella di Valeria che, a vent’anni, per sfuggire alla sua triste vita familiare, dopo che il fratello era andato via di casa, si sposa con un uomo che non ama. E poi, è solo alla fine, quando a tutto il dolore viene dato una collocazione, che i protagonisti riescono a dare un significato alla loro vita e, da lì, ripartire.

Sullo sfondo, la colonna sonora degli anni ’60, tra cui la canzone che da il titolo al film “La prima cosa bella” di Nicola di Bari, la canzone che la giovane madre canta insieme ai due bambini per rincuorarli nei momenti più difficili della loro vita.

Solida e toccante l’interpretazione degli attori che hanno saputo regalare al pubblico momenti intensi, ricchi di sentimenti mai smielati ed eccessivi ma intenti a dare corpo a una storia di grande fragilità umana da parte, non solo dei protagonisti, ma anche di tutti gli altri personaggi che ruotano attorno alla vicenda.

La prima cosa Bella di Paolo Virzì


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