I soliti ignoti

Lutto nel cinema, si è suicidato Monicelli

Il regista Mario Monicelli, padre della commedia all'italiana, si è ucciso oggi lanciandosi dal quarto o quinto piano del reparto di urologia dell'ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato.

Lo hanno reso noto noto fonti sanitarie.

IL PADRE DELLA COMMEDIA ITALIANA
Nella sua lunga carriera di regista Monicelli ha firmato alcune delle più belle pellicole italiane. "I soliti ignoti" del 1958 vanta un cast eccezionale, composto da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, ed è considerato quasi unanimemente il primo vero film del florido filone della commedia all'italiana.

LA PRIMA NOMINATION ALL'OSCAR
L'anno successivo, Monicelli gira quello che molti considerano il suo capolavoro, il film che lo rende famoso oltre i confini italiani, "La grande guerra", Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1959 e sua prima nomination all'Oscar. Il film, lontano dagli stereotipi classici della commedia, ha un tono tragicomico che tocca in maniera delicata un argomento molto difficile come la tragedia della Prima guerra mondiale è molto arricchito dalle interpretazioni di Alberto S\ordi e Vittorio Gassman.

LA SECONDA NOMINATION E IL MEDIOEVO DI BRANCALEONE
La seconda nomination all'Oscar arriva nel 1963 con I compagni.

Nel dittico burlesco L'armata Brancaleone (1966) e Brancaleone alle crociate (1970), Monicelli inventa un "nuovo" e personalissimo Medioevo, comico e condito da una assolutamente inverosimile lingua maccheronica che ha fatto epoca.

Primo ciak in Campidoglio per Il Marchese del Grillo, con Alberto Sordi, Paolo Stoppa e Mario MonicelliTra gli altri film di rilievo vanno menzionati La ragazza con la pistola, terza nomination all'Oscar (1968), Romanzo popolare (1974) e i primi due capitoli della trilogia di Amici miei (1975, 1982) - quello conclusivo (1985) verrà infatti diretto da Nanni Loy - ma anche Un borghese piccolo piccolo (1977) e Il marchese del Grillo (1981) entrambi con grandi interpretazioni di Alberto Sordi, mentre tra gli ultimi spiccano Speriamo che sia femmina (1986) e Parenti serpenti (1992).

Una delle scene più belle firmate da Monicelli:

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