Pavese, Gleijeses e Bargilli in "Mercadet"

Mercadet, un affarista d'attualità

Brillante, ridanciana. Ma soprattutto clamorosamente attuale. Il testo e la trama dell’affarista di Balzac suonano come una sarcastica e beffarda risata che echeggia tra i princìpi truffaldini e di prevaricazione che pervadono, oggi come ieri, ogni lembo della società.

Questo genio della truffa inorridisce al solo sentir parlare di fallimento. Sembra costantemente ad un passo dal baratro, ma ammàlia le menti col fascino del guadagno facile. E ci riesce, rimandando di volta la sua fine sociale. Promette e ripromette senza soluzione di continuità, prospettando futuri rosei allietati dal solo ed unico tintinnìo del denaro.

Quanto è maledettamente attuale il personaggio incarnato sul palco da Geppy Gleijeses, da collocare nella mirabile Commedia umana di Balzac. Un faccendiere senza scrupoli trasformato in una disonesto che ride amaramente delle sue disgrazie.

Si danna l’anima e le prova tutte, iperattivo nella sua bramosìa di truffa. Vigoroso e cialtrone, resta impassibile dinanzi ai sentimenti della figlia, prova a maritarla con un sedicente giovane riccone. Perde colpi, sembra indebolirsi, è lì lì per trascinare nella rovina sé stesso e la sua famiglia.

Senza denari si sente privato della sua dignità, del suo onore. E seppur sul lastrico resta fedele al suo materiale credo. E firma l’impresa di scansarsi dall’inferno con l’ultima prodezza densa d’imbroglio. E diversamente non poteva essere. Così non c’è da crederci. La conversione ad una vita parca e di lavoro prospettata nel finale è solo un’illusione.

Il testo di una delle commedie, francesi e non solo, più apprezzate dell’Ottocento, è reso snello e slanciato verso un’ironia pulita e diretta. La compagnia annovera mostri d’esperienza come Paila Pavese (mix teatrale di imbarazzo, preoccupazione per le sorti della famiglia e finta ingenuità, richiama per espressione e tonalità Sandra Mondaini), ed Alfonso Veneroso felicemente impressionante per l’abilità dei toni vocali.

E’ brillante Marianella Bargilli nel ruolo di Julie Mercadet, la figlia giudiziosa e sognatrice dell’affarista. Un’alternanza di gestualità e modi di stare sul palcoscenico che rendono in tutte le sue angolazioni le pieghe di un personaggio umile, quanto chiave della messinscena.

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