Nellina Laganà

Nellina Laganà: talento e grinta di una fuoriclasse del Teatro

Nella splendida cornice di Piazza Duomo a Catania, davanti ad una granita ed un caffè, avviene la nostra intervista con la bravissima Nellina Laganà.

La nota attrice non è solo una brava professionista, ma anche una donna a cui il successo non ha regalato l’arroganza e la superbia che a volte gli attori possono avere.

Persona semplice, gentile, cordiale, da ragazzina sognava di scrivere, di diventare giornalista o dedicarsi alla musica. Invece, tra le ostilità del padre, e seguendo gli strani percorsi della vita è diventata attrice professionista quasi accorgersene. Ha iniziato lavorando a teatro per i grandi professionisti, poi il cinema si è accorto di lei e ha prestato la sua opera al cinema e alla televisione. Tra i tanti nomi con cui ha lavorato sono da menzionare E. Cerusico, L. Ronconi, F. Branciaroli, V. Morriconi, G. Tornatore, G. Proietti.

In TV l’abbiamo vista in tante fiction di successo come “ Il Commissario Montalbano” o “ L’Onore e il Rispetto”. La sua attività teatrale, vasta e tutta degna di lode spazia dai classici greci ai drammi della letteratura. L’abbiamo vista in scena vestire i panni de “La Bisbetica Domata” o recitare in “Medea”. Ha recitato con il soprano K. Ricciarelli e l’attore A. Tidona, al teatro lirico di Lecce, in uno spettacolo dedicato alle Eroine Belliniane. Il Teatro Massimo Bellini, tempio indiscusso della lirica, ha aperto le porte, per la prima volta, ad uno spettacolo di prosa; infatti l’abbiamo potuta apprezzare in una rappresentazione dedicata alla grande A. Magnani, “Attrice – Omaggio ad Anna Magnani”. Spettacolo pluripremiato e presenza di sicuro successo nei vari cartelloni dei teatri parigini.

Si è occupata e si occupa anche di Teatro di Ricerca Siciliana, per rivalutare le radici e le tradizioni della propria terra. Professionista instancabile, in ogni suo lavoro dà sempre il massimo e pretende il meglio da ogni suo ruolo. Non solo attrice, ma anche autrice, sceneggiatrice, ha dedicato la sua vita al teatro. Una donna amata dal pubblico, che la segue sempre numeroso, e dai cosiddetti tecnici del mondo dello spettacolo che hanno elargito sempre critiche positive, per ogni suo lavoro.

Nellina Laganà è questo e molto altro ancora e attraverso questo nostro incontro abbiamo capito come, a volte, essere artisti sia una qualità, una caratteristica congenita del proprio D.N.A.

Nellina Laganà nasce come attrice di teatro e successivamente presta la sua opera al cinema. Dove si sente più a suo agio?
“ Entrambe le cose mi piacciono e le amo. Se proprio dovessi scegliere, ovviamente, sceglierei il teatro. Il Teatro è il mio mestiere. Sentire il pubblico è un’emozione immensa. Gli attori vivono per il pubblico.”.

Diventa attrice per caso. Come ha capito che il teatro, la recitazione sarebbero diventati il suo mestiere?
“ Ho studiato dalle Orsoline, la mia famiglia voleva che io facessi l’insegnante o l’avvocato come mio padre. Il lavoro dell’attore, da sempre, viene considerato come un non lavoro. La gente non immagina cosa ci sia dietro la vita di un attore professionista. Ho fatto l’attrice per caso, per gioco, per provare l’emozione del palcoscenico; il mio primo spettacolo fu “ Fumo negli occhi. Dopo quest’esperienza mi affidarono una parte come coprotagonista, perché tra tutti ero una delle poche che parlava bene l’italiano in modo naturale. La prima sera ricordo che sono scappata via. Mi hanno cercata ovunque. L’attore protagonista, Gilberto Idonea, ha coperto per ben cinque minuti di spettacolo la mia latitanza nell’attesa che io arrivassi. Al Teatro Club ancora si ricordano della mia prima volta. Poi da lì ho continuato. Mi promettevo che avrei smesso solo quando avrebbero scritto o detto di me che non ero brava. Io non ho mai voluto fare l’attrice. All’inizio l’ho fatto, perché mi pagavano ed era un buon incentivo. Adesso in questi anni, ovviamente, mi sono affezionata a questo mestiere. La cosa che amo di più nella vita è la musica. Non sono un’attrice come le altre attrici che si vedono in giro. Il mio lavoro nasce e finisce in teatro. Sono una persona semplice, non pecco di vanità come è facile o naturale che sia in questo lavoro. Fuori mi sento come se fossi un’impiegata, un’insegnante, non mi piace vivere giornalmente la vita dell’attrice … recito, perché mi piace vivere la vita degli altri. Ci sono momenti in cui sono triste e mi rifugio nel personaggio e nella sua anima. Quando ero piccola creavo storie fantastiche e quando mi addormentavo continuavo le storie immaginate. Mi sono sempre rifugiata nella fantasia e il teatro ha soddisfatto questo bisogno di fantasia”.

Lei ha lavorato con grandi del Teatro e del Cinema, basta citare Turi Ferro o Giuseppe Tornatore o Gigi Proietti per fare un piccolo esempio. Il ruolo che le ha dato più soddisfazioni, sino ad oggi, qual è? Quale ruolo vorrebbe interpretare, tra quelli, che non ha interpretato?
“ Il ruolo che mi ha dato più soddisfazioni è “La Bisbetica Domata” insieme a “La vita che ti diedi” di Pirandello. Mi piacerebbe fare Filumena Marturana di E. De Filippo”.
La sua figura, la sua persona, il suo essere attrice a 360°,spesso, viene accostata ad un'altra grande icona del Cinema e del Teatro italiano, Anna Magnani. Lei ha dedicato un omaggio alla nota attrice romana. L’opera, Attrice – Omaggio ad Anna Magnani, viene rappresentata al Teatro Massimo Bellini di Catania e poi è stata replicata per ben 400 volte. Come è nata l’idea di fare questo lavoro? Come si è preparata ad un ruolo del genere?
“ Mi sono preparata in un modo semplice. Ho fatto di tutto, affinchè non sembrasse un’ imitazione della Magnani. Questo spettacolo è sempre richiesto, ed è stato l’unico spettacolo di prosa rappresentato al Bellini. Un bellissimo ricordo, un grande successo. Per questo lavoro ho vinto il Premio I.D.I, un importante riconoscimento dell’Istituto Drammaturgico Italiano”.


Ha curato le riduzioni teatrali de “La Lupa” di Verga o “Uno, Nessuno, centomila” di Pirandello. Cosa manca, secondo lei, al nostro teatro, per superare questo periodo di crisi che sta attraversando?
“La televisione ha avuto una presenza molto forte, troppo, negli ultimi tempi. Ora sta prevalendo il web, che può avere anche dei bei risvolti culturali se ben usato. Sono certa che la gente si avvicinerà di nuovo al teatro. Ci sarà un ritorno ae esso. Bisogna rinnovare tutta la cultura, perché non si può rimanere ancorati ai vecchi schemi; infatti ciò causerebbe la morte del teatro. Ci vorrebbero autori nuovi che in questo momento mancano. Si punta al cabaret, ai comici, ma è sbagliato puntare solo su questo. Il teatro classico è immortale; infatti se rifacessimo la Medea, come quella che ho fatto tempo fa con la Morriconi, sono certa che accorrerebbe tutto il mondo. Ci sarà una rinascita per il teatro”.

Il successo, però, non l’ha mai allontanata da Catania. Rimanere a Catania una scelta o una necessità? Quanto ha influito la sua sicilianità nelle sue diverse scelte professionali?
“ Io ho scelto di rimanere a Catania, ma se fossi andata a vivere fuori mi sarei trasferita a Roma. Io amo stare a Catania, amo la mia città. A Catania c’è tutto. Secondo me, chi va via dalla nostra città sbaglia. Le opportunità ci sono, o meglio, si possono creare, perchè anche con i mezzi telematici si può trovare l’alternativa di lavoro. Io sono stata fortunata, che è riconosciuto in tutto il mondo”.

Sono stati tagliati i fondi al Teatro e allo Spettacolo. I sussidi lavorativi sono riconosciuti solo alle figure tecnico – amministrative. Cosa si dovrebbe fare, per rimediare a tutto questo scempio?
“ Tutto ciò è tipico del governo che abbiamo. È normale che questo governo ragioni così. Si dovrebbe mandare a casa questo governo. Questa è la soluzione”.

Un consiglio a tutti quei giovani che intendono intraprendere la strada del Teatro
“ Il lavoro dell’attore è un lavoro molto duro, impegnativo. Se una persona ci crede veramente, si deve preparare a qualsiasi sacrificio. Se qualcuno pensa di diventare famoso con il Grande Fratello sbaglia strada. La strada facile non porta da nessuna parte. Chi vuole fare l’attore di teatro, deve prepararsi ad un percorso pesante, lungo, difficile. Ci vuole talento e capire, con molta umiltà, se è il caso di smettere o di continuare. Senza talento non si va avanti, tutto diventa una fatica sprecata”.

Quali sono i suoi prossimi impegni? Possiamo avere qualche anticipazione?
“ Certo. Devo fare “La Nascita della Tragedia” di Nietzsche che debutterà il 22 e 23 settembre a Catania, per poi essere rappresentata a Palermo, Inoltre devo fare due film per il Cinema”.

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