Ricatto d’amore: affari o sentimenti?
Può nascere un grande amore a causa di una basilare necessità? Dopo miliardi di pagine stampate e milioni di pellicole dedicate all’argomento pare che Pete Chiarelli (la sceneggiatrice di “The proposal” alias “Ricatto d’amore”) abbia trovato la risposta: potrai anche inizialmente detestare la controparte, ma alla fine, vedrai, il corpo non riuscirà a schivare le frecce di Cupido.
Nessun compromesso. È questa la chiave di lettura principale della vicenda: Margaret Tate (Sandra Bullock) mai rinuncerebbe al suo lavoro di editor per una delle principali testate americane; Andrew Paxton (Ryan Reynolds), invece, sarebbe pronto ad affrontare qualsiasi peripezia pur di ottenere l’ambita promozione da semplice segretario personale dell’odiata ‘streghetta’ Margaret a redattore (senza dimenticare la pubblicazione del suo libro…). Con due assunti del genere alla base, basterebbe solo una semplice scintilla per scatenare l’imponderabile. Così, quando la Bullock viene gentilmente costretta, causa disguidi extraterritoriali (la burocrazia miete le sue vittime non solo in territorio italiano), al rimpatrio in Canada – con annesso definitivo allontanamento dal posto di lavoro – non resta che aggrapparsi al matrimonio con il fido scudiero Andrew per evitare il delittuoso inghippo. Nonostante l’iniziale reticenza del ragazzo (poi spronato dai compensi generosi promessi dal datore di lavoro a stratagemma concluso), la soluzione “anello-al-dito” sembra schiarire la vicenda fino all’ingresso in scena di Mr. Gilbertson (Denis O’Hare) implacabile segugio dell’ufficio immigrazioni pronto a sfatare qualunque truffa. I due piccioncini, quindi, avranno solo un weekend per conoscersi prima di sottoporsi alle pressanti domande del ‘detective’: riuscirà il viaggio in Alaska (dove risiedono i parenti di lui) a produrre l’happy end?
Agevolata da un’ambientazione da sogno (non solo la scontata New York, ma anche il paesaggio mozzafiato del Nord America), “Ricatto d’amore” è una commedia vivace e godibile oltre che ben interpretata. Seppur legato ad immancabili stereotipi (come la donna in carriera totalmente immune da una normale vita sociale), l’intreccio riesce a sorprendere costantemente grazie a brillanti intuizioni: il ribaltamento dei ruoli dei due protagonisti nel corso del racconto incuriosisce e diverte, mentre è davvero inattesa la grande ricchezza in famiglia Paxton. I due prim’attori, così, si scoprono meno distanti di quanto pensassero: entrambi ambiziosi e assetati di successo, non possono che invaghirsi l’uno dell’altro nella tradizionale chiosa positiva. Oltre alla bravura delle due star, c’è anche un degno lavoro di contorno del cast: anche il botteghino (soprattutto in America) sorride…
Infine una chicca: la 45enne attrice americana recita, per la prima volta sul grande schermo, una parte di nudo semi-integrale (ma non volgare). Un motivo in più per allietare la visione al pubblico maschile…
Ricatto d’amore
Regia: Anne Fletcher.
Sceneggiatura: Pete Chiarelli.
Attori principali: Sandra Bullock, Ryan Reynolds, Betty White, Craig T. Nelson, Malin Akerman, Mary Steenburgen, Óscar Núñez, Aasif Mandvi, Michael Nouri, Michael Mosley, Maureen Keiller, Dale Place, Mini Anden, Niecy Nash, Denis O'Hare.
Prodotto da: David Hoberman e Todd Lieberman.
Produttori Esecutivi: Kristin Burr, Alex Kurtzman, Mary McLaglen e Roberto Orci.
Direttore della Fotografia: Oliver Stapleton.
Scenografie: Nelson Coates.
Montaggio: Priscilla Nedd-Friendly.
Costumi: Catherine Marie Thomas.
Trucco: Ann Masterson, Medusah e Pamela S. Westmore.
Casting: Amanda Mackey Johnson, Cathy Sandrich.
Art Director: Scott Meehan.
Distribuito da: Touchstone Picture - Walt Disney.
Durata: 107 min
Sito intenet: http://www.ricattodamore.it/.
Titolo originale: The Proposal.
