Teatro Stabile di Catania, Paolo Poli dialogherà con il pubblico e gli studenti nell’incontro di “Doppia Scena”
CATANIA - «L’immoralista, immaginifico, immateriale, immacolato e immortale Paolo Poli assesta un’altra zampata delle sue”. Così Rodolfo Di Giammarco su Repubblica esalta la recente fatica dell’inimitabile artista fiorentino, fino al 13 aprile in scena all’Ambasciatori, ospite del Teatro Stabile. Ed è un atteso ritorno quello del grande Paolo Poli, che approda nuovamente a Catania con questo nuovo lavoro, di cui è autore, regista, interprete e che l’ha visto trionfare ai premi Eti “Olimpici del teatro” assegnati in settembre a Verona.
Merito di una creazione intrigante e geniale di cui Poli parlerà anche a “Doppia scena”, il ciclo di approfondimenti promossi dallo Stabile nell’ambito del protocollo d’intesa stretto con l’Università di Catania. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia, è fissato per il 10 aprile alle 10,30 nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini. Una conversazione che si annuncia particolarmente interessante per la straordinaria personalità di Poli e per la stessa natura provocatoria e iconoclasta del testo, o sarebbe meglio dire dei testi.
Scrive a proposito Franco Quadri, sempre su Repubblica: «La curiosità comincia da un titolo che si allinea allo sfolgorio di doppi sensi dello spettacolo: sui manifesti si legge infatti “Sei brillanti” ma si ignora il prosieguo dell’intestazione che aggiunge la qualifica: “giornaliste tra gli anni Venti e Ottanta.” Del resto il contributo di questi bei nomi della carta stampata si limita a fornire temi, ritratti, personaggi, situazioni che vengono usati come spunti acuminati in un quadro satirico indirizzato a colpire il costume di un secolo».
All’incontro di “Doppia Scena”, insieme a Paolo Poli interverranno non a caso due “brillanti” commentatrici: la giornalista Elvira Seminara e Stefania Rimini, docente di storia e critica del cinema. Per ripercorrere insieme la sapida scrittura di Poli che ha scelto e sceneggiato brevi racconti di sei celebri giornaliste del Secolo Breve, venute alla ribalta tra gli anni ’20 e gli anni ’80. Così Maria Volpi Nannipieri, in arte Mura, ci trasporta nel chiuso di una esperienza erotica tutta al femminile dal titolo Perfide; Paola Masino con Fame ci descrive la crisi del ’29 e Irene Brin nelle sue Visite racconta le allucinate miserie del dopoguerra. Camilla Cederna col suo Lato debole del ’60 ci parla di moda e di modi di vivere, Natalia Aspesi in Lui visto da lei ci prospetta la figura dello scapolo in rapporto alla famiglia italiana, e Elena Giannini Belotti con Adagio poco mosso presenta una figura di vecchietta serena e risentita.
Una “Doppia Scena” da non perdere, dunque, come del resto lo spettacolo, accolto trionfalmente in tutta Italia anche grazie ai rutilanti costumi di Santuzza Calì e alle splendide scenografie del compianto Emanuele Luzzati, ispirate ai maestri della pittura novecentesca.

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