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“Ucciardone”, docu-film di Tamara Djukic

Infinite volte menzionato, inquadrato, evocato, a volte mitizzato, è il carcere più famoso d'Italia. Oggi è anche protagonista del film documentario "Ucciardone", ambientato tra le sue mura borboniche, così ricche di storia e di storie. Troupe internazionale per quasi un mese di riprese, terminate a inizio 2012 - mai il Ministero della Giustizia ha rilasciato un'autorizzazione così lunga - per la realizzazione dell'opera, che vede il patrocinio e il supporto della Regione Siciliana, dell'Autorità Garante per i diritti dei detenuti, dei Lions International Clubs - Distretto Sicilia e della Fondazione Gaetano Costa.


Tamara Djukic, nata e formatasi a Belgrado ma palermitana per colpo di fulmine, è la regista di questo lungometraggio interamente girato nel carcere Ucciardone di Palermo. Fotografia di Irma Vecchio, montaggio curato da Edoardo Morabito - affermati talenti siciliani - il film, ultimata la fase di post produzione, verrà presentato a fine giugno.
Cineasta molto famosa nel suo paese, con un curriculum prestigioso, partecipazioni a festival internazionali, vittorie di premi, e della critica e del pubblico, la Djukic, complice un viaggio nel 2008, si è letteralmente innamorata dell'energia, delle contraddizioni, delle mille e più anime di Palermo. Nella città dei Vespri ha scelto di vivere e di lavorare: palermitana è la casa di produzione che ha fondato, la Cineanima, e palermitano è il suo esordio cinematografico italiano, dedicato al carcere cittadino e ai suoi "abitanti". Un mondo "a parte", sconosciuto a chi sta fuori, specchio fedele - adesso che non è più grand hotel aragoste e champagne - dell'attuale situazione del sistema detentivo italiano, dove sovraffollamento, inadeguatezza delle misure di recupero e numero di suicidi, 66 nel 2011 e già 16 quest'anno, non hanno eguali in Europa.


Un quadro drammatico che il linguaggio della cronaca difficilmente riesce a restituire nella sua estrema complessità. Complessità che vuole svelare lo sguardo attento e sensibile di Tamara Djukic, desiderosa di raccontare cinematograficamente il microcosmo carcerario dell'Ucciardone, a coglierne tanto le peculiarità di realtà siciliana quanto gli aspetti paradigmatici.
Il film non è e non vuole essere un documento giornalistico ma, semmai, un documento sull'idea stessa della pena e del reinserimento sociale, raccontato attraverso le storie, le verità, le frustrazioni e i sogni di chi, giorno dopo giorno, condannato con sentenza definitiva, affronta un percorso di detenzione. Carcerati ma anche carcerieri, gli agenti di polizia penitenziaria, vite recluse, difficili e sofferte, "Ucciardone" non offre tesi ma spunti di riflessione, oltre la cronaca, per conoscere e capire.


Obiettivi e ideali condivisi dalla Cineanima, la casa di produzione creata da Tamara Djukic, che vuole realizzare un cinema capace di scrutare a fondo l'animo umano e di documentare le diverse realtà del disagio sociale, che ha prodotto il film documentario e che a breve ospiterà nella sua pagina facebook il trailer in anteprima,


 

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