A Ricky Tognazzi, siciliano d’adozione, la settima edizione del premio “Turi Ferro”

La Sicilia è una terra che entra nel cuore, che ammalia, che difficilmente si riesce a dimenticare. Tra mille contraddizioni e altrettante sfaccettature, l’isola riesce sempre a stupire. E tra i tanti che non hanno resistito al suo fascino vi sono anche Ricky Tognazzi con la moglie Simona Izzo, effervescente coppia protagonista della settima edizione del prestigioso premio “Turi Ferro” andato in scena sul palcoscenico dell’anfiteatro comunale di San Giovanni La Punta. Dopo Donatella Finocchiaro, Pino Caruso, Leo Gullotta, Giancarlo Giannini, Michele Placido e Maria Grazia Cucinotta è stata la volta dell’attore, regista e produttore cinematografico milanese di nascita, ma ormai siciliano d’adozione, ricevere il riconoscimento dedicato all’indimenticata icona del teatro e del cinema catanese e non solo.

La Sicilia nel cuore - La manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Messina, con il patrocinio della Regione Sicilia e la direzione artistica di Vincenzo Spampinato, fortemente voluta sette anni fa dall’attuale presidente del consiglio ed allora assessore al Turismo, Ignazio Motta, è ormai divenuta uno dei principali eventi della stagione estiva dell’hinterland etneo. Tognazzi e la Izzo hanno dato vita al consueto e divertente siparietto di reciproche battute “al vetriolo”, ripercorrendo alcune tappe della loro carriera e delineando i tratti del loro nuovo lavoro, la miniserie per Rai fiction “Dove eravamo rimasti” che narra il drammatico caso di Enzo Tortora, con la sceneggiatura di Simona Izzo e l’interpretazione e la regia dello stesso Tognazzi, in onda a partire dal prossimo ottobre. “Abbiamo preso casa sull’isola di Favignana, contraendo anche un gravoso mutuo - ha raccontato divertita la coppia – ormai ci consideriamo siciliani a tutti gli effetti”. Il riconoscimento tributato a Tognazzi, consegnatogli da Guglielmo Ferro, figlio di Turi che lavorò anche con il grande Ugo Tognazzi, ha inteso valorizzare la maestria con la quale l’artista ha saputo raccontare la Sicilia in alcune delle sue pellicole, in particolare nei film di cui ha curato la regia “La scorta” e “I giudici - Vittime eccellenti”: il primo, girato nel 1993 e presentato in concorso al 46º Festival di Cannes, è liberamente ispirato ai fatti legati alla figura di Francesco Taurisano, magistrato impegnato in una difficile inchiesta in Sicilia insieme agli uomini della sua scorta; il secondo, datato anno 2000, è invece la storia del capo procuratore di Palermo, amico del giudice Falcone, assassinato a due mesi dalla pensione. Due spaccati del triste periodo che ha sconvolto l’isola raccontati magistralmente dal regista milanese.

Non solo cinema - Alla cerimonia di premiazione hanno fatto da cornice la consegna del riconoscimento “Turi Ferro - Cultura e Comunicazione” quest’anno assegnato all’editore e direttore responsabile del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio, e un riconoscimento speciale consegnato al giornalista e conduttore catanes Michele Cucuzza per il suo ultimo libro “Il male curabile”, incentrato sulla storia di Mauro Ferrari, professore associato all’università della California, che dopo aver subito la perdita della moglie a causa di un tumore si è dedicato anima e corpo alla battaglia contro il cancro, affrontandola con un approccio assolutamente originale basato sull’applicazione delle nanotecnologie alla medicina. A condurre la serata è stata Flaminia Belfiore, ospiti la cantante Ivana Spagna, “Rain of Stars” con Gino Astorina e “Dancing on the Rainbow” con le coreografie di Fia Distefano.



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