A tu per tu con ... Alfredo Faieta

Alfredo Faieta è un giornalista economico. Collabora con il "Fatto Quotidiano" e con il mensile "Food".E' l'autore di due volume particolarmente interessanti. Il primo libro, "Grandi Evasori", esce nel 2010, mentre "Gli altri 11 settembre" è del 2011.

Come nasce la passione per il giornalismo economico in Alfredo Faieta e come è possibile conciliare la scrittura e la vocazione finanziaria?

"E' nato prima l'uovo o la gallina? Non saprei e allo stesso modo non so se per me sia nata prima la passione per il giornalismo o per l'economia e la finanza. Quello di cui ero sicuro, però, è che non mi sarebbe piaciuto un lavoro in banca com'è stato per tanti colleghi di università. Ero affascinato da tutte e due queste discipline e prima ancora della laurea in scienze bancarie ho avuto l'occasione di uno stage a Milano che mi ha dato la possibilità di unire le due cose. Fin da subito ho capito che passione per il giornalismo e vocazione finanziaria vanno di pari passo, perché senza un'adeguata preparazione non si può scrivere di economia e finanza con un buon grado di consapevolezza. So che non mi sarebbe piaciuto un lavoro in banca com'è stato per tanti colleghi di università, ma erano altri tempi. Adesso l'Italia è molto diversa.


Per molti anni hai collaborato con la testata Finanza.com e poi ti sei buttato sul settore agroalimentare. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?


Ogni tanto credo sia giusto cambiare, perché così si rinnova lo slancio lavorativo e si colgono nuove opportunità, senza contare che all'interno di Finanza.com avevo già ottenuto le mie soddisfazioni. Il mensile per il quale scrivo adesso, che si chiama Food, comunque è un periodico con un forte accento economico.

Collabori anche con il Fatto Quotidiano. Qual è stata l'inchiesta economica più tortuosa che hai affrontato nella tua carriera e che ricordi particolarmente?


Mi verrebbe da rispondere, quella che non ho mai pubblicato. Il problema delle inchieste di economia è che spesso non si arriva a risultati apprezzabili a causa dell'oggettiva impossibilità ad ottenere i giusti riscontri e le informazioni importanti. La più tortuosa che sto affrontando, devo riconoscere con alterni risultati, è quella che riguarda i guai ambientali dell'Eni, sulla quale pendono molte richieste di risarcimento danni e un lunghissimo braccio di ferro con il ministero dell'Ambiente per chiudere la partita delle bonifiche grazie al versamento di una cospicua somma.


Nel 2010 viene pubblicato il libro "Grandi Evasori", quanto tempo si impiega per recuperare le fonti adatte a produrre un lavoro del genere?

Ci vuole qualche mese, ma il tempo necessario è relativo e molto soggetivo. Se si scrive di materie economiche, comunque, è più semplice approcciare la materia.
Come si è generata l'idea in te e in Massimiliano Del Barba di approfondire un tema complesso come quello affrontato nel libro sopracitato?
L'idea non è solo nostra ma nasce dall'incontro con la casa editrice che era interessata a pubblicare un libro su queste tematiche. L'evasione fiscale è un argomento che negli ultimi tempi si è surriscaldato fino a esplodere letteralmente in questi tempi terribili per l'economia italiana. Ma, nonostante ciò, continua ad essere tabù se si va ad approfondire certe tematiche e se si fanno nomi e cognomi dei grandi evasori, che evadono non per necessità come talvolta succede adesso ma per bramosia. Credo che tutto questo sia dovuto al cattivo rapporto che gli italiani hanno con le tasse. Con Grandi Evasori abbiamo voluto alzare il velo su un certo modo di intendere il fisco e le tasse partendo dai casi più celebri che abbiamo trasformato in storie per alleggerire e facilitare la lettura e per far comprendere anche a chi non ha una competenza specifica, cosa si celava dietro certe operazioni e quale fiume di soldi è stato sottratto al Fisco e quindi a noi stessi.


Nel 2011 il nuovo libro "Gli altri 11 Settembre". Qual'è il modo migliore per presentare questo volume?


Gli altri 11 settembre è un libro di memoria di un evento tragico che ha cambiato tanto la politica estera di molta parte del mondo. Ma è anche il tentativo di risistemare tutte le teorie complottiste e non che negli anni sono fiorite. Le abbiamo risistemate e in qualche caso la storia viene riletta in modo originale. Credo che a dieci anni dall'attentato alle Torri Gemelle possa essere un libro interessante da leggere sia per chì quell'avvenimento l'ha vissuto consapevolmente sia per chi era troppo piccolo per capire. L'ultima parte è dedicata ad altri casi celebri di teorie sul complotto, da Martin Luther King a Malcom X, passando per Marilyn Monroe.

Anche quì è possibile riscontrare un enorme lavoro di ricerca. In quanto tempo si completa questo lavoro?


Ci vuole qualche mese di attenta lettura e di testi e siti soprattutto in inglese e poi un grande lavoro di incastro di teorie. E' stato come comporre un puzzle.

Perché la scelta di dedicare un libro agli attacchi terroristici proprio in questo momento?

Principlamente perchè il decennale di un avvenimento è sempre un periodo buono per fare riflessioni. Non perchè volessimo invare qualche messaggio specifico. Non credo personalmente che si debba soffiare sul fuoco della paura verso il terrorismo per intimidire i cittadini. Mi sembra che quel periodo sia finito, almeno in Italia. Ma bisogna essere sempre vigili.

 

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