Applausi per la compagnia Oltre le Camene in scena con Fumo negli occhi

Cosa importa se non si ha il televisore ma solo l'antenna da installare in balcone? Cosa importa se non si hanno i denari per un viaggio alle isole Eolie ma si finge ugualmente di partire? La cosa fondamentale è che gli altri pensino il contrario. Nell'epoca del boom economico, quello degli anni Sessanta del secolo scorso, in Italia aveva spesso il sopravvento il desiderio irrefrenabile di apparire per quello che in realtà non si era, la forma prevaleva sulla sostanza. Anche per Rosa Cassarà, una delle figure protagoniste della commedia "Fumo negli occhi" di Faele e Romano, proposta sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania dalla compagnia "Oltre le Camene", quel che conta è ciò che sembra e non ciò che si è. Nei panni della donna dalle incommensurabili manie di grandezza una divertente Serafina Aiello, brava ad interpretare e ben delineare un personaggio che, nella società dell'immagine, utilizza qualsiasi mezzo pur di raggiungere il suo scopo, ossia migliorare a tutti i costi il proprio status sociale. Suo "scomodo" termine di paragone la vicina di casa signora Pipitone (Roberta Castro) che, in apparenza, conduce una vita agiata e brillante. La quotidianità della famiglia Cassarà si snoda attraverso sotterfugi e mezze verità che coinvolgono l'ormai rassegnato Casimiro (Nino Spitaleri), mite impiegato di banca solo sulla carta pater familias, e i figli "alla moda" Patrizia (Flavia Angioni) e Lello (Giuseppe Militello). A rendere ancora più divertenti le gags la presenza del nonno don Alfio (Marcello Marchese) con la sua perenne paura degli "spiddi" e il domestico sui generis Orazio (interpretato da Salvo La Rosa che ha curato anche la regia). Diversi gli spunti di riflessione proposti dalla trama in cui assume una valenza particolare la figura di uno strampalato ladro (Fabio Tringale) che, inaspettatamente, si trova al cospetto della famiglia piuttosto sopra le righe. Come in ogni commedia che si rispetti alla fine prevalgono i buoni sentimenti, la famiglia Cassarà capisce sulla propria pelle che dietro il velo delle apparenze ciò che maggiormente assume valore nella vita sono i principi legati all'onesta e alla giustizia. La voce fuori scena del cugino Turi è quella di Luigi Spitaleri.

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