Catania, una notte in giro per musei
Lo scorso 14 maggio la città di Catania ha aderito alla manifestazione patrocinata dal Ministero per i Beni e Attività Culturali: “La notte bianca dei musei”.
Un evento inconsueto ma allettante per tutti gli amanti del connubio vita notturna e cultura. Questa manifestazione, presente in tutta Europa, ha dato la possibilità di visitare gratuitamente i musei; infatti è stato possibile visitare tutti i luoghi d’arte e cultura senza pagare alcun biglietto d’ingresso dalle 20 alle 2 del mattino. Le visite sono state arricchite anche dalla presenza di spettacoli di vario genere e di esperte guide tecniche dei luoghi.
Noi di Siciliatoday, in occasione di tale ed importante manifestazione, siamo andati in giro per musei e abbiamo constato, purtroppo, che non tutti i luoghi d’arte e cultura erano aperti.
Il bellissimo ed importante Museo del Cinema e dello Sbarco ospitato nei locali della struttura fieristica delle Ciminiere era chiuso, poiché la Provincia Regionale di Catania non ha dato il suo benestare alla manifestazione promossa dalla MiBac. Molti catanesi sono rimasti dietro i cancelli delle Ciminiere senza poter visitare tale ed importante struttura; l’unico interlocutore che ha accolto le varie lamentele è stata una guardia notturna, visibilmente imbarazzata, che non ha saputo dare delle esaustive spiegazioni in merito al caso. Probabilmente, la Provincia Regionale di Catania ha preferito non aderire a tale manifestazione di carattere europeo, perché, forse, non ha ritenuto giusto non far pagare i propri utenti.
Tralasciando questo fastidioso inconveniente l’intera città era gremita di uomini e donne che volevano trascorrere un sabato diverso all’insegna della cultura e non del solito pub o della consueta discoteca del sabato sera. Catania quella sera aveva una luce diversa, tutto sembrava più bello e più magico, perché si assaporava un’atmosfera nuova. I catanesi quella notte si sono sentiti elemento integrante della comunità europea.
Tra i tanti musei che hanno aderito alla manifestazione il Museo Biscari, il Museo del Giocattolo, il Museo Belliniano, il Castello Ursino e il Polo Tattile Mutimediale.
La struttura museale che ha colpito particolarmente la nostra attenzione è stata il Museo Tattile, attraverso il quale, grazie ad una visita guidata, abbiamo avuto modo di entrare in contatto con un mondo parallelo al nostro.
Il Polo Tattile Multimediale realizzato in un palazzo del settecento nel centro di Catania, precisamente in via Etnea, comprende un giardino sensoriale, un bar al buio ovvero un no see coffee, uno show room con libri Braille, giocattoli e quanto di meglio la tecnologia può offrire ai disabili della vista. L’intera struttura racchiude in duemila metri ciò che si può visitare in otto – diecimila chilometri. Lo scopo e il senso di questo “particolare” museo è quello di abbattere principalmente le barriere culturali prima di quelle architettoniche. Un posto dedicato a “tutti” dove bambini, adulti, ciechi, vedenti possono conoscersi e “imparare insieme ad aprire gli occhi”.
L’idea e la voglia di costruire una struttura così “speciale”, l’unica in Sicilia, nasce a Caltanissetta nel 1982 dalla mente del direttore il dott. P. Nobile ed è presente nel territorio catanese dal 1997.
Il direttore nonché ideatore ha creduto nella realizzazione di questo progetto e l’intero staff da lui capitanato segue una particolare filosofia lavorativa e di vita; infatti il comune denominatore di ogni singolo lavoro, di ogni sforzo realizzato all’interno di questa innovativa struttura nasce e si muove con il solo scopo dell’integrazione e dell’assenza della più totale diversità tra vedenti e non vedenti.
I vedenti devono essere educati a trattare i diversamente abili della vista allo stesso modo dei cosiddetti “normali”, per non creare delle differenze inutili che possono far nascere dei blocchi psicologici importanti nella psiche del non vedente.
Uno degli elementi più innovativi della struttura visitata è “il Bar al buio”.
Si tratta del primo Bar permanente della Sicilia seguito solo dal Caffè Noir di Milano.
Questo particolare esperimento pedagogico – didattico ha creato parecchie reazioni discordanti tra gli educatori, poiché l’intera struttura è meta di moltissime scolaresche. Lo scopo di tale esperimento pedagogico è far indossare al vedente, per una manciata di minuti, i panni del non vedente; infatti, quando il vedente entra in questo particolare luogo di ritrovo precipita in un mondo sconosciuto fatto di sensazioni tattili, odori e sono solo le voci a restituire l’orientamento. Ad accompagnarci in tale suggestiva esperienza sono due persone “speciali” Benedetta ed Angela, entrambe non vedenti, che offrendoci qualcosa da gustare insieme sono capaci di ribaltare i ruoli e “far sentire diversamente abile il vedente”.
A prescindere dal giudicare in modo positivo o negativo questa particolare iniziativa, la cosa che ci lascia veramente disarmati è la forza di volontà, lo spirito di combattimento e la grande voglia di vivere delle due particolari guide. Benedetta ed Angela sembrano tutto tranne che delle disabili, vivono la loro diversità senza problemi e conducono una “vita normale” ; infatti la prima è una grande sportiva e pratica immersioni subacquee senza problemi, mentre la seconda è un insegnante di Lettere in una scuola superiore della provincia di Catania per ragazzi “normali”. Due donne da seguire come esempio, perché nonostante nella vita siano state meno fortunate rispetto ad altre persone, riescono sempre a sorridere ed essere autoironiche. Di notevole interesse è anche il Giardino Sensoriale, attraverso il quale si può seguire un percorso innovativo basato sui principi della condizione di non riposo; infatti seguendo una scia di essenze tipicamente mediterranee insieme ad un tragitto formato da speciali mattonelle tattilo – plantari s’impedisce al visitatore non vedente di uscire dalla giusta via. Oltre all’internet cafè, con alcuni pc collegati alla rete dotati di Barra Braille e Screen Reader, per consentire agli internauti non vedenti di navigare sul web, è da attenzionare la vastità di libri Braille prodotti dalla “mamma” del Polo Tattile, ovvero dalla Stamperia Regionale Braille dell’Unione Italiana Ciechi istituita a Caltanissetta nel 1978 e trasferitasi a Catania nel 1997. All’interno della struttura sono presenti una vasta produzione di testi scolastici e culturali in Large Print, ossia testi ingranditi e in nero Braille, per consentire a vedenti e non vedenti una lettura contemporanea. Il Museo è ricco anche di riproduzioni di opere d’arte come la Venere di Milo, la Valle dei Templi di Agrigento, il Duomo di Catania … da poter “toccare e sentire” con le mani in modo da poter ammirare lo stesso i migliori capolavori d’arte.
Entrare in un posto del genere per noi vedenti è un esperienza da fare, perché non solo ci permette di capire quanto siamo fortunati rispetto a tanta gente, ma ci dà la possibilità d’imparare che si deve sempre lottare per andare avanti, che non ci si deve abbattere e che la vita può e deve comunque continuare. Basta sentire e vivere anche solo per pochi minuti il grande insegnamento di vita di Benedetta ed Angela; infatti l’uomo grazie alla sua capacità comunicativa e alla sua grande forza di volontà, anche nelle situazioni più dolorose e difficili, riesce a rendere migliore il bene più prezioso che abbiamo, cioè la vita.
