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Compagnia Liotru: risate con "E' una caratteristica di famiglia"
Dec 16, 2013 - 10:32:25 AM

L’imprevisto è sempre dietro l’angolo. La vita regala sorprese, più o meno gradite, nei momenti più impensabili, sconvolgendo, o più semplicemente, mutando progetti e programmi stilati. La conferma giunge anche dalla trama della commedia brillante in due atti “E’ una caratteristica di famiglia”, rappresentata dalla compagnia Liotru, nell’ambito del cartellone curato dalla direzione artistica di Franco Blundo, sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania. Ispirata al lavoro “Gli allegri chirurghi” firmato dal noto drammaturgo, commediografo ed attore britannico Ray Cooney e con la regia della giovane Sara Azzurra Viglianisi, la pièce ha divertito, con un umorismo in stile prettamente britannico, il numeroso pubblico intervenuto, non tralasciando comunque di sollevare alcuni spunti di riflessione su temi di stretta attualità, quale è quello della malasanità. L’esilarante trama è ambientata all’interno di una sala dell’ospedale Sant’Andrea di Londra, l’atmosfera natalizia pervade sempre più le menti e gli animi di tutti e il personale è pronto a viverla in maniera differente: mentre il dottor David Mortimere (Franco Blundo), apprezzato chirurgo, si prepara all’importante conferenza annuale Ponsonby per coltivare le sue ambizioni di divenire primario, i colleghi dottor Bonney (Aldo Seminara) e dottor Connoly (Francesco Macaluso) sono indaffarati a preparare la messa in scena della recita di fine anno. Ma i piani di ciascuno sono sconvolti dalla “comparsa” di Leslie, figlio naturale del dottor Mortimere (interpretato da Giovanni Bonaventura), nato diciotto anni prima dalla relazione con l’ex infermiera Tate (Deborah Sorbello). Un groviglio di equivoci e gags si snoda sul palcoscenico, al limite del grottesco e del paradossale: il dottor Mortimere ha i suoi bei grattacapi per districarsi tra la moglie Rosemary (Anna Di Bari), il primario dottor Willoughby Drake (Giuseppe Raimondo), la caposala (Teresa Isaia), l’avvenente infermiera (Martina Zappalà), il sergente di polizia (Antonio Liotta) che indaga sugli strani accadimenti che si verificano nel nosocomio. Sotterfugi, travestimenti, geniali intuizioni contribuiscono a rendere fluida e divertente la messinscena e a preparare un finale in cui quasi tutti vissero “felici e contenti”. Sulla scena anche Salvo Russo (nei panni di uno strampalato paziente vittima della “malasanità”) e Cettina Raimondo (la madre del dottor Bonney). Lo spettacolo sarà riproposto sabato e domenica alle ore 20 al teatro della Parrocchia Matrice di Acicatena, nell’ambito della stagione allestita dalla locale compagnia C.A.F. (Compagnia Arte e folklore).