Giuseppe Castiglia: un vero antidoto contro la tristezza

Durante una diretta del divertente e seguitassimo programma radiofonico AllaKatalla, tra risate e tanta gioia di vivere, incontriamo il comico catanese Giuseppe Castiglia. Parlando, scherzando, ridendo, ci accorgiamo che Giuseppe Castiglia è, veramente, come lo vediamo in TV, simpatico, solare, semplice, immediato. La sua dirompente personalità coinvolge in modo così totale che è difficile non farsi trascinare dalla sua immensa voglia di vivere.

Fra non molto rappresenterà l’Italia, come comico, al Festival Internazionale del Cabaret che si terrà a Bruxelles e Liegi; ed è fiero di essere stato scelto come testimonial della campagna sociale “Sapere per Guidare”, che si rivolge agli studenti e ai giovani in generale. La partecipazione nel ’93 a “La sai l’ultima?”, il noto programma di canale 5 condotto da Pippo Franco, in cui ha dato vita al protagonista indiscusso delle sue esilaranti barzellette Saro Falsaperla, lo porta ad iniziare una collaborazione con Antenna Sicilia nella prima edizione della fortunata trasmissione “Insieme” (’94) e di seguito è ospite fisso del rotocalco “ Noi Oggi” (’96), condotto da Flaminia Belfiore. Per ben diciassette anni fa parte della squadra capitanata da Salvo La Rosa, diventando uno dei protagonisti più amati, oltre che per le note Storielle anche per le tantissime cover di canzoni famose, riscritte e ricantate in rigoroso dialetto catanese, diventate a furor di popolo dei veri tormentoni. Con la trasmissione radiofonica AllaKatalla, successo consolidato negli anni, con la sua sagace ironia ha conquistato il cuore di tutti.

Le battute, le sue voci strane quando veste i panni femminili di qualche personaggio, il suo essere catanese a tutto tondo sono un vera medicina contro lo stress, la tristezza, la malinconia e soprattutto la noia; infatti anche chi non vuole ridere o si sforza di non ridere, alla fine, è costretto a cedere al suo talento. Con quest’intervista abbiamo conosciuto, in maniera più approfondita, il noto comico siciliano e abbiamo capito che il pubblico non ha mai sbagliato designandolo il Re della risata e della vera e sana comicità Made in Sicily. In un clima goliardico e pieno di gioia iniziamo la nostra intervista.

Quando ha recitato la prima barzelletta? Qual è stata la sua prima esibizione?
“La mia prima barzelletta l’ho recitata a tre anni, e la ricordo ancora. La Domenica, dai nonni, mi mettevano sulla sedia a raccontare, per un pubblico di parenti, le barzellette che mio Nonno Ciccino mi insegnava qualche minuto prima nell’altra stanza. La mia prima esibizione in pubblico avverrà, qualche anno dopo, all’oratorio salesiano di S. Maria della Salette. Avevo imparato a suonare bene il flauto dolce e così mi esibii in un “Carnevale di Venezia”, avevo 12 anni”.

Come ha capito che il suo mestiere sarebbe diventato quello dello show man? Come si diventa personaggi di successo?
“In verità pensavo di fare tutt’altro nella vita, almeno professionalmente parlando, ambivo ad una carriera da creativo pubblicitario. Gli eventi e, probabilmente, una certa inclinazione alla comunicazione mi hanno portato verso strade diverse. Non credo esista una formula specifica per diventare personaggi di successo. Non bisogna, comunque, confondere il successo con la popolarità”.

Lei è uno dei personaggi più amati, piace a tutti grandi e piccini e di qualunque estrazione sociale. Come spiega tutto questo successo e questo grande affetto da parte del pubblico?
“La mia estrazione salesiana mi porta a considerare, come pubblico campione, la famiglia per intero, amo essere soddisfacente un po’ per tutti i gusti. Immagino ci siano anche molte persone a cui non piaccio affatto”.

Come nasce l’idea di fare delle “cover siciliane” di canzoni di grande successo come “La donna del mio amico” dei Pooh o “La vasca” di A. Britti … tanto per citare alcune canzoni …
“Le cover le scrivevamo per gli spettacolini all’oratorio insieme ad Antonio Zeta. Un giorno le tirai fuori dalla mia testa, quando una sera a “INSIEME” fu ospite Nilla Pizzi. Mi ricordai, che avevamo fatto una versione siciliana di Papaveri e Papere e così la canticchiai in trasmissione; la cosa ebbe successo e da li il primo CD e gli altri a seguire. Tutta colpa di Tony Ranno e Salvo La Rosa, che mi hanno convinto a inciderli”.

Giuseppe Castiglia e i Mass Media. Da un po’ di anni è protagonista in TV e in Radio, non solo come ospite, ma anche come presentatore di successo nel programma “Stasera si ride” o come speaker radiofonico nell’esilarante “ Allakatalla”. Che emozioni le hanno dato quest’esperienze?
“Stasera si ride è stata una breve parentesi carina ma breve, troppo breve per assaporarla.
Allakatalla, per fortuna, gode di un supporto diffusivo di proprietà non esclusiva in questa città, la Radio.
E’ una trasmissione che mi da tante soddisfazioni, mi permette di essere me stesso e mi gratifica, perché, in questo caso, parlerei di successo vero, autentico.
Sin dalla prima puntata andata, in onda il 4 Dicembre del 2006, insieme a Cristiano Di Stefano su Radio Telecolor, capimmo subito che poteva essere qualcosa di piacevole, certo, non mi sarei aspettato fino a questo punto. Da tre anni, ormai, ALLAKATALLA va in onda su Radio Studio Centrale, insieme a Fabio Formosa e risulta essere un appuntamento fisso per moltissime persone. C’è un intero “popolo di ALLAKATALLATI”, che cresce ogni giorno e che ci fa venire voglia di fare sempre di più”.

Il mitico personaggio di “Saro Falsaperla” come nasce? Ha fatto riferimento ad un persona in particolare quando ha dato vita all’esilarante personaggio?
“Saro e Falsaperla sono due persone diverse in realtà, il primo un mio compagno d’oratorio, il secondo il padre di una mia compagna di scuola, entrambi simpaticissimi e secondo me un pò sfigati, come il Saro Falsaperla delle barzellette. Ma non tutti sanno che Saro nacque su un foglio di carta sottoforma di fumetto prima di essere il personaggio principe delle mie barzellette”.

La Sicilia è presente in tutte le sue espressioni artistiche e umane. Quanto ha influito la sua sicilianità nell’esperienza di vita privata e professionale?
“Eviterò di riferirmi a frasi e concetti fin troppo facili e abusati sulla bellezza e la cultura e bla bla bla… . Sono cose che sappiamo già.
Io vivo in Sicilia, voglio lavorare in Sicilia, ci sono nato e spero di morirci”.

Un consiglio a tutti quei giovani sognatori che vorrebbero intraprendere la strada dello spettacolo …
“Per me “spettacolo” significa lavoro, sacrificio, nottate, kilometri, gavetta, non credo siano molti quelli che sognano questo, ma a quei pochi dico di non mollare se ci credono davvero. Agli altri, quelli che per spettacolo intendono “diventare famosi” tramite un reality o similari, non ho molto da dire, perché non credo siano interessati alla mia opinione. Credo abbiano le idee ben chiare riguardo quello che vogliono”.

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