I figli dei separati tutti viziati o perditempo?
Oggi la famiglia tradizionale non esiste più; infatti è sempre più raro, purtroppo, che le famiglie siano composte da entrambi i genitori. Il nucleo familiare fino alla seconda metà degli anni sessanta era composto, non solo, dai genitori ma anche dai parenti più prossimi come i nonni e i figli erano almeno tre o quattro. Il clima familiare era costituito da una grande armonia e una grande cooperazione, tutti cercavano il bene comune e ognuno aiutava l’altro senza alcun tipo di problema.
A partire dagli anni settanta, a scuola era possibile, anche se non frequente, incontrare e conoscere dei figli di separati; spesso quei “ragazzi particolari” erano guardati in modo strano, tanto che la stupida ed ottusa mentalità dell’epoca li marchiava come “figli diversi” da evitare, senza valori,senza famiglia o addirittura come dei giovani al margine di una società pronta a ghettizzare tutto e tutti.
Dalla seconda metà degli anni ottanta il numero delle separazioni è aumentato quasi del doppio.
I figli delle coppie separate hanno dovuto subire, durante gli anni di matrimonio della propria madre e del proprio padre, dolore, paura e sofferenza. Queste difficoltà vissute durante gli anni della loro infanzia o adolescenza rimarranno per sempre nella loro anima come cicatrici indelebili. Qualunque sia l’età, spesso questi “figli colpevoli di un amore sbagliato” vengono utilizzati dai genitori come arma da guerra per la propria personale lotta di distruzione contro l’ex coniuge.
Nessuno pensa alle reali emozioni di queste vittime designate da un destino, forse, troppo pesante da sostenere e sopportare. I genitori quando si separano, nella maggior parte dei casi, dimenticano il loro ruolo educativo e adottano un comportamento altamente lesivo nei confronti dei figli.
I padri, spesso e volentieri, si dimenticano anche dei propri figli; infatti non smettono, solo, di fare di fare i mariti, ma cosa ben più grave, smettono di fare i genitori. Non capiscono e non comprendono, a causa dell’odio che provano per la loro compagna di vita, il male che fanno ai propri figli con la loro voluta latitanza fisica, economica e morale.
A volte, invece, una piccola minoranza, ci sono padri che per placare la voce della loro coscienza abbandonano il proprio figlio a metà cioè dando loro solo un sostentamento economico più o meno sufficiente, dimenticando che oltre ai soldi i figli hanno bisogno, soprattutto, d’amore.
Il comune pensare identifica questi figli come dei ragazzi viziati, svogliati, disadattati, perché il cinema, la letteratura, i mass media hanno preferito far emergere il lato negativo di questo tipo di realtà.
Il figlio di una coppia di separati, spesso, non ha né il tempo né la possibilità di essere bambino, perché si trova catapultato in una situazione molto più grande di lui e soprattutto non desiderata. Ci sono ragazzi che non hanno avuto il tempo di essere adolescenti, che hanno dovuto pensare ad aiutare la propria madre in difficoltà economica, perché il padre li ha abbandonati preferendo costruire un’altra famiglia con altri figli dimenticandosi del proprio passato.
Giovani che nonostante abbiano vissuto la loro infanzia tra litigi, dolori e sofferenza di ogni tipo a causa del loro clima familiare sono arrivati alla laurea, tra mille sacrifici, facendo anche due lavori pur di mantenersi agli studi per non gravare sulle spalle del genitore con cui vivono. Uomini e donne che hanno tratto insegnamento dall’immaturo e superficiale comportamento di due genitori, impazziti e sopraffatti dall’odio, comprendendo che il dialogo e l’ascolto sono gli elementi basilari di un sano e duraturo matrimonio.
Bambini diventati uomini troppo in fretta, che hanno trasformato il loro dolore in forza e costruito il loro futuro con dignità e coraggio contando solo su se stessi, senza un padre che li difenda, perché troppo impegnato a fare la guerra alla propria moglie o troppo attento ai figli della sua nuova famiglia.
Genitori egoisti ed immaturi che pensano solo al proprio tornaconto e che un giorno, forse, in tarda età si accorgeranno del male che hanno fatto al proprio sangue. Questo e molto altro sono i ragazzi che compongono la società di oggi, ma spesso si preferisce elencare i difetti, i lati negativi piuttosto che parlare del buono e del bello che è presente dentro l’animo umano, probabilmente, perché il marcio attira più del positivo.
Abbiamo incontrato due giovani con realtà diverse alle spalle ma entrambi figli di “coppie scoppiate”. Le loro esperienze di vita ci fanno capire come un genitore può fare del male ad un figlio senza accorgersene.
Eleonora, trent’anni, figlia di genitori separati in casa da oltre dieci anni, successivamente legalmente da quasi sei. Gaetano, diciotto anni, figlio di separati a soli tre anni.
Eleonora ci può parlare della sua vita familiare,dei suoi genitori, dei suoi sogni?
“Non è affatto facile parlare o provare a descrivere la mia situazione familiare. Io non ho mai vissuto una vita normale, perché non sono mai stata una ragazza come gli altri. Sin da piccola, ho assistito alle lite dei miei genitori, spesso e volentieri, sono stata costretta a difendere mia madre dalle “violenti botte” di mio padre. Non è bello vedere picchiare, senza motivo, la propria madre. Queste sono scene che rimarranno per sempre nella mia vita, nessuno potrà mai cancellare quella violenza dalla mia anima.
I miei genitori hanno vissuto da separati in casa per oltre dieci anni e quegli anni sono stati terribili, perché ho dovuto subire vessazioni e dolore di ogni tipo. In quegli anni mi ero spenta, non volevo neanche più studiare, ero iscritta all’università ma non sapevo cosa fare della mia vita. La mia vita in quel momento era solo violenza, dolore e rabbia. Spesso a casa mia ci furono episodi di violenza tali che dovettero intervenire le forze dell’ordine. Ho sempre cercato nonostante tutto di andare avanti con forza e dignità, anche quando , come in quei casi, ero in mezzo al fango per colpa di mio padre. Non riesci a comprendere il motivo di tanto male, soprattutto se pensi che quell’uomo è tuo padre.
Dopo l’ennesima violenza e dopo l’ulteriore intervento dei carabinieri, finalmente, mia madre decise di chiedere la separazione. Mio padre andò via di casa e finirono le lotte, le umiliazioni e la violenza fisica e morale. Ho ripreso la mia vita in mano; infatti lo scorso novembre mi sono laureata. Il mio traguardo non è solo frutto della mia forza di volontà, ma anche del sacrificio economico di mio nonno, materno, perché nel frattempo in questi anni di separazione mio padre non ci ha dato nemmeno un centesimo; infatti nonostante la sua reale capacità economica ha eluso la legge addirittura è arrivato a toglierci anche la casa. So che adesso vive con un’altra donna e con la di lei figlia. Adesso è un marito modello e un padre esemplare; io per lui, oramai non esisto più perché ho deciso di non schierarmi da nessuna parte e di vivere con mia madre. Non mi manca la figura di mio padre, perché a lui associo solo sofferenza e dolore. Adesso so solo che devo contare sulle mie forze e sono sicura che anch’io avrò la mia fetta di felicità. Io credo in un futuro migliore e sono certa che tutte le mie sofferenze si trasformeranno in serenità prima o poi. Una cosa è certa non farò, o almeno proverò, gli errori che mio padre ha fatto con me. Non abbandonerò mai mio figlio.
Gaetano ci parla della su vita familiare, del suo rapporto con i genitori e dei suoi sogni di diciottenne?
“ La mia famiglia è una famiglia particolare, perché io nonostante sia figlio di genitori separati non ho vissuto il lutto dell’abbandono. I miei hanno divorziato quando ero troppo piccolo per ricordare. So solo che mia madre e mio padre ci sono quando ho bisogno. Vivo con mia madre, mia sorella e mia nonna. Per la festa dei miei diciotto anni sia mio padre che mia madre erano presenti; hanno cercato come meglio potevano di non farmi pesare il loro errore. Sicuramente sono arrivati a costruire un rapporto civile dopo tanti anni, perché mia sorella, maggiore di dieci anni, non ha vissuto nella calma e nella tranquillità in cui ho vissuto io; infatti è stata partecipe alle lotte familiari.
Posso ritenermi fortunato, perché non so cosa significhi veder litigare i propri genitori e da grande il mio modello di vita, quando deciderò di costruire una famiglia, saranno mia madre e mio padre”.
