I "numeri" di Raf al Metropolitan di Catania
L’amore, i sentimenti, la passione, l’amicizia ma anche l’impegno civile. C’è tutto nelle canzoni di Raf, classe 1959, cantautore che in oltre venticinque anni di prestigiosa carriera ha entusiasmato i suoi fans, il suo pubblico per la professionalità e la carica di energia che riesce a trasmettere. Dopo il successo riscosso nella tappa di Palermo, anche sul palcoscenico del teatro Metropolitan di Catania l’artista è riuscito a scaldare i cuori del numeroso pubblico intervenuto, toccando le corde giuste e coinvolgendo in maniera egregia gli spettatori in oltre due ore di piacevole concerto.
Il tour, che prende il nome da “Numeri”, il titolo del suo ultimo album, propone un Raf che da una parte guarda al passato, ai ricordi, ai grandi successi che lo hanno reso celebre. Canzoni “evergreen”, alcune incastonate nella storia della musica leggere italiana, che celebrano le passioni dell’animo umano senza, però, dimenticare i profili sociali, quelli con cui ciascuno di noi affronta ogni giorno: dalla politica alla povertà, dall’emarginazione alle illusioni dell’effimero. Ed è proprio tale secondo aspetto dell’arte di Raf, quello rivolto appunto al mondo che ci circonda, che sembra prevalere nella seconda fase della sua carriera, quella contrassegnata da una maggiore maturità e consapevolezza delle luci e, soprattutto, delle ombre del mondo di oggi e di quello dell’immediato futuro. E le sue nuove canzoni rispecchiano il suo pensiero: una società in cui gli individui spesso non riescono ad esprimere sino in fondo il proprio essere, il proprio io, in quanto considerati e trattati come semplici “numeri”, buoni solo per fare statistica. Sul palco, ad accompagnare Raf: Cesare Chiodo al basso, Diego Corradin alla batteria, Andrea Pesce alle tastiere e Davide Aru alla chitarra.
Una presa di coscienza, una profonda riflessione per certi versi amara ma, al contempo, foriera di nuovi slanci e rinnovati propositi. Anche la musica, come quella proposta da Raf, può giocare un ruolo importante nel tentativo di risvegliare entusiasmi o ambizioni sopite, per ridare slancio e nuova linfa alla persona, intesa come essere unico e non replicabile.
