In mostra a Palermo l’arte fotografica di Ferdinando Scianna

Inaugurata a Palermo la mostra Ferdinando Scianna e la Sicilia. Da Porta a Porta. Oltre sessanta fotografie del grande maestro di Bagheria, siciliano per nascita, cittadino del mondo per “spontanea” necessità.

«Essere siciliani e andare via dalla Sicilia - afferma Ferdinando Scianna - è stato per secoli, molto lo è ancora, quasi un sinonimo. Ci sono situazioni storiche in cui da certi posti, per fuggire la miseria, o quando si vogliono fare certe cose, purtroppo si è costretti ad andare via». Alla scoperta del mondo che, come sa bene ogni siciliano, gira ineluttabilmente intorno alla Sicilia. Il viaggio, dunque, la scoperta di tanti “altrove” che equilibrano, mai del tutto, questa visione siciliacentrica, così tipica del popolo siciliano. E, dopo ogni viaggio, il ritorno: la festa del ritorno a casa e insieme il lutto. «Perché – confessa il fotografo – quando torni non sei più a casa tua, Itaca è scomparsa». Ecco perché interrogarsi su se stessi e sulla terra cui appartengono diventa per i siciliani quasi un’ossessione. «Ho cominciato a fotografare – continua Scianna – perché la Sicilia era là. Per capirla e attraverso le fotografie per cercare di capire, forse, che cosa significa essere siciliano». Fotografie che raccontano mezzo secolo di Sicilia, come era e come è, per una mostra, per dirla con le parole di Scianna, “vanitosissima e pantagruelica”.

La Sicilia, la sicilitudine - termine caro a Leonardo Sciascia, figura fondamentale, amico, padre, fratello, guida spirituale, nel percorso di vita dell’artista e, ancor più, dell’uomo Ferdinando Scianna - e lo straordinario legame dell’artista con le sue origini impregnano del profumo dell’Isola ogni scatto della mostra, organizzata dalla de Arte Service & Management, da Archimedia e da Accento Acuto e promossa dalla presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, in collaborazione con la fondazione Federico II, e dall’Assessorato Regionale al Turismo e dalla Provincia Regionale di Palermo. C’è lo sguardo, drammaticamente e orgogliosamente siciliano, del grande fotografo dell’Agenzia Magnum, narratore di volti, storie, paesaggi. Ci sono le feste religiose, tema del primo e più celebre libro di Scianna, pubblicato a soli ventun anni, con la prefazione di Sciascia; ci sono Bagheria, l’Etna, i siciliani di ieri e di oggi, gli amici letterati – Sciascia, naturalmente, Consolo, Bufalino, Piccolo, Buttitta – e i pescatori di Sant’Elia. Ci sono le luci, esplosioni di luci, e le ombre, il sole e il nero della Sicilia.

«Ho sempre diffidato del colore – si racconta l’artista – perché, paradossalmente, poco realistico; è enormemente arbitrario e rischia di indulgere al decorativo. Il bianco e nero è la mia lingua ma credo di parlare bene anche il colore e ho voluto introdurre questo elemento di comunicazione». 42 scatti in bianco e nero e 20 a colori, divisi tra il Loggiato San Bartolomeo, a Porta Felice, e l’Oratorio dei SS. Elena e Costantino, nei pressi di Porta Nuova, recentemente restituito alla città, grazie al restauro curato da Italo Rota, che per la prima volta, esponendo le emozioni delle immagini a colori di Scianna, apre i suoi spazi alla promozione dell’arte. L’arte di Ferdinando Scianna, da “Porta a Porta”, come recita il titolo della mostra – in allestimento fino al 22 gennaio 2012, ingresso gratuito – si snoda lungo un percorso che vede idealmente collegate le due principali Porte di Palermo: la porta del mare, Porta Felice, e quella del cuore della città, Porta Nuova, unite dal fil rouge di Corso Vittorio Emanuele, l’originario Cassaro di Panormus, impreziosito con l’istallazione a cielo aperto dei lavori di artisti, siciliani ma non solo, noti e meno noti, che con i loro disegni, ispirati alla sua opera, hanno voluto rendere omaggio al grande fotografo.

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