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Internet e minori: necessarie nuove difese dalla pornografia

I metodi tecnologici e legali attualmente utilizzati per la prevenzione dei reati di pornografia infantile e di adescamenti dei minori in rete non sono sufficientemente efficaci e non raggiungono in larga parte il loro scopo. E' quanto asserito dai ricercatori presso l'Università di Göteborg, in Svezia, secondo cui sono necessari nuovi approcci per migliorare la tutela on-line per i nostri figli.

Marie Eneman, ricercatrice del Dipartimento di Applied Information Technology, nella sua tesi ha analizzato le modalità con le quali Internet viene utilizzata per la pornografia infantile e il grooming, cioè l'adescamento dei minori in rete da parte degli adulti a fini sessuali, ed i controlli tecnici e giuridici che esistono per proteggere i bambini. Ha studiato tutti i casi processuali verificatisi in Svezia in materia di reati di pornografia infantile nel periodo che dal 1993 al 2008 e ha intervistato un certo numero di persone condannate per reati di pornografia infantile.

"Il progresso tecnologico e l'utilizzo sempre più frequente della Rete ha reso più facile la produzione e l'accesso alla pornografia infantile da parte di un gran numero di persone ed ha aumentato, grazie all'anonimato, la possibilità che gli audlti possano adescare i minori a fini sessuali", dice la Eneman, che nella sua tesi identifica le carenze dell attuali modelli di regolamentazione giuridica e tecnica.

"Il quadro del ruolo delle tecnologie dell'informazione in questi reati è più complesso rispetto a quanto il legislatore, la polizia e le autorità giudiziarie avrebbero potuto prevedere. Per questo - continua la Eneman - la tecnologia ci pone di fronte una grande sfida".

Attualmente i rimedi tecnici consistono principalmente nei filtri applicati quasi esclusivamente ai siti web, ma nel suo studio la Eneman dimostra che oltre ai siti web, vi sono numerosi altri strumenti della tecnologia informatica che possono essere utilizzati per distribuire pornografia infantile. Un esempio è la condivisione di file, consentita dagli ormai innumerevoli programmi di file sharing disponibili gratuitamente in rete.

"L'informatica - scrive la Eneman - non è una tecnologia omogenea, si compone di varie tecnologie con caratteristiche diverse. E' quindi importante adottare una prospettiva più ampia nel guardare la tecnologia in modo da essere in grado di sviluppare efficaci modelli di regolamentazione".

La tesi dimostra inoltre come i trasgressori siano stati in grado di adattarsi ed abbiano sviluppato diverse strategie sociali e tecnologiche per ridurre il rischio di essere scoperti e per trovare il modo di aggirare il filtraggio.

Infine la Eneman si chiede se sia necessario accettare alcune restrizioni nostri diritti, al fine di migliorare la protezione per i nostri figli. "I diritti come la libertà di espressione e la privacy personali sono fondamentali e devono continuare ad essere difesi - conclude - ma devono essere adeguatamente bilanciati in relazione ad altri importanti diritti come il diritto dei minori a non essere vittime di sfruttamento sessuale".

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