L’Andromaca di Euripide: uno spettacolo antico che fa riflettere sul ruolo della donna nei tempi moderni

È iniziata la stagione delle rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, che vede in scena L’andromaca di Euripide, Il Filottete di Sofocle e le Nuvole di Aristofane.

Siamo andati ad assistere alla Andromaca, un'opera forte di contenuti e ben rappresentata dalla regia, un po’ meno dagli attori.

Con Euripide la tragedia assume nuove caratteristiche e viene definita “moderna”. Rappresenta un teatro di rottura con la tradizione precedente, e rompe con una serie di categorie concettuali.

Introduce nuovi argomenti di riflessione, o che piuttosto si collocano su un piano diverso dai precedenti interrogativi universali. Con Euripide protagonista della tragedia è l’uomo.

Euripide è il poeta dell’umana debolezza, perché l’uomo al centro delle sue tragedie è diverso dagli eroi precedenti più uomo e vicino alla dimensione umana, meno eroe. Si hanno una visione antropocentrica e un approccio umanistico, l’uomo viene scandagliato in tutte le pieghe più intime del suo animo, è caratteristica l’analisi psicologica e introspettiva, che non lascia spazio ad altre questioni sulla vita umana. Euripide si concentra sull’uomo inteso nella sua dimensione più semplice.

La tragedia è ambientata in Tessaglia, dinanzi al tempio di Teti e presso la reggia di Neottolemo, figlio di Achille. Andromaca, dopo la caduta di Troia, è divenuta schiava di Neottolemo, da cui ha avuto un figlio, Molosso. Anche per questa ragione la “principessa-schiava” incorre nella gelosia di Ermione, sposa legittima di Neottolemo e figlia di Elena e Menelao, che la accusa di esercitare su di lei arti magiche per renderla sterile e potere così prendere il suo posto nella casa dello sposo.

Con la complicità del padre Menelao, Ermione trama per uccidere Andromaca e Molosso, ma l’arrivo di Peleo, padre di Achille, riesce a sventare il pericolo e fermare Menelao, che con un pretesto rientra a Sparta, abbandonando vilmente la figlia alla sicura vendetta di Neottolemo. Costei, per la paura e per l’affronto subito, tenta di suicidarsi, ed è a stento trattenuta dalla Nutrice. Giunge Oreste, figlio di Clitennestra e Agamennone, che rivela ad Ermione di aver già messo in atto un piano contro il figlio di Achille, con cui era entrato in conflitto proprio per la mano della ragazza, inizialmente promessa ad Oreste ma poi concessa a Neottolemo. Per vendicarsi, Oreste ha istigato gli abitanti di Delfi contro di lui, instillando il sospetto che egli volesse depredare il santuario dei tesori offerti dai devoti. Credendo alla calunnia, i Delfici gli tendono un agguato e fanno scempio del suo corpo, bersagliandolo con dardi e pietre per poi gettarlo fuori dallo spazio sacro.

Il cadavere di Neottolemo è condotto a sepoltura da Peleo, confortato dalla sua sposa divina, Teti. La dea ordina che Andromaca si trasferisca nella terra dei Molossi, dove sposerà Eleno. Da Molosso nascerà una dinastia che governerà quella terra. Teti libererà Peleo “dai mali degli uomini” e lo renderà suo sposo immortale.

Quello che emerge in questa tragedia è la contrapposizione di due visioni antitetiche dell’universo femminile.

L’Andromaca che ha perso tutto, da regina a schiava, ma mantiene la dignità di donna e il rispetto per i valori tradizionali della famiglia che comprende l’uomo e le sue debolezze e sa stargli accanto. L’Ermione più femminista, individualista, egocentrica ed opportunista che cerca di distruggere la rivale volendo uccidere la cosa più cara il figlio difeso dalla madre seppur nato da uno stupro. Rivelandosi alla lunga però fragile ed inconcludente.

Ognuna con le proprie ragioni per salvaguardare l’amor proprio. Chi ha ragione? Euripide premia Andromaca. La bellezza di queste tragedie scritte 2500 anni fa è l’attualità e la modernità dei contenuti anche oggi assistiamo alla contrapposizione di due espressioni femminili nel nostro tempo. La donna dedita alla famiglia la cosiddetta casalinga e la donna in carriera. Quale sarà il modello vincente oggi? Avrà ancora ragione Euripide?

Vi consigliamo di andarla a vedere nella stupenda cornice del teatro greco di Siracusa, e di riflettere su quale indirizzo prendere in questo periodo di crisi di valori e d’identità.

Giuseppe Lissandrello
psicologo/psicoterapeuta

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