L’ Arte di Natalia Criscione e la sua concezione di donna.
Il Palazzo della Cultura,in via V. Emanuela a Catania, ha ospitato dal 24 al 9 ottobre la Mostra di quadri della pittrice catanese Natalia Criscione.
La Mostra, Percorsi Paralleli, creata e ideata insieme all’amica e collega Elsa Emmy, curata dalla dott.ssa G. Radice esprime perfettamente il carattere della pittrice catanese di fama nazionale.
Dal 1961 ha partecipato a diverse manifestazioni d’arte ottenendo significativi premi e riconoscimenti; ha eseguito pitture murali di notevole pregio nella Chiesa di S. Euplio a Catania. Noti critici d’arte hanno scritto di lei come Munari, Addamo, Milluzzo, Salerno.
La sua arte è stata paragonata dal critico A. Corsaro alla poesia di Neruda. La tecnica della Criscione si è trasformata durante gli anni, la sua è una pittura immediata, istintiva che non trova spazio nella giustificazione. Le sue pennellate sono forti, decise e ricche di umori e di carattere. Da sempre attenta alle tematiche sociali e alla condizione della donna.
Questa mostra rappresenta per la città di Catania uno degli eventi culturali più interessanti; infatti essa ha richiamato una notevole presenza di pubblico, soprattutto, giovane, il quale si è particolarmente interessato all’attività artistica della Criscione riscoprendo in lei una grande determinazione e forza propositiva dietro un candido sorriso e un dolce sguardo.
A conclusione della serata abbiamo avuto modo di parlare con la nota pittrice.
Qual è stata la molla che ha spinto la nascita di questa mostra?
“ Io ed Elsa Emmy abbiamo lavorato insieme nel sindacato Arti Visive, abbiamo vissuto il periodo del femminismo in maniera totale e attiva. È stato un momento importante per la produzione e realizzazione dei miei quadri. Dopo un po’ di tempo ci siamo ritrovate con Elsa e abbiamo creato questa mostra al Palazzo della Cultura coadiuvate dalla dott.ssa G. Radice e dal Dott. P. Vitale”.
Il tema principale di questa mostra, Percorsi Paralleli, è la donna. Cos’ è la donna per Natalia Criscione?
“La donna, per me, dovrebbe essere più forte e dovrebbe non essere simile all’uomo, ma essere sempre se stessa e andare avanti con le sue forze. L’ingegno, la forza e soprattutto l’intelligenza sono le armi giuste da usare”.
Gran parte delle sue opere nascono da una particolare attenzione alle tematiche sociali. Pensa che con l’Arte si possa combattere l’arretratezza sociale, culturale, morale?
“Con l’arte valida, quella buona penso di si. Il periodo che si vive è complicato, però, l’arte in genere può essere utile”.
Catania è una città che non dà molto spazio alla cultura. La sua mostra è una conquista per la nostra città. Cosa si dovrebbe fare, secondo lei, per dare più spazio all’arte?
“Tutti questi tagli alla cultura sono una cosa negativa. L’arte è, oramai, per coloro che economicamente stanno bene. L’arte è un lusso. Oggi, va avanti chi ha la possibilità di poter andare avanti. Tutto costa e nessuno da qualcosa gratis …”.
Come ha vissuto la sua condizione di donna indipendente, moderna che ha mosso i primi passi, in un epoca piena di pregiudizi come quella degli anni sessanta?
“Ho vissuto bene quegli anni. Anni difficili che ho superato abbastanza bene. Posso dire con orgoglio che ce l’ho fatta”.
Lei ha fatto parte della scuola catanese di pittori capitanati da S. Milluzzo. Ha esposto, in gran parte dell’Italia e i suoi quadri sono famosi all’estero . come spiega questo successo?
“Io sono stata fuori per parecchio tempo e ho appreso molto visitando le varie mostre. Mi sono mossa tra Milano e Venezia. Nei miei viaggi ho appreso tanto. Sono sempre andata oltre il semplice studio e con gli anni ho acquisito la mia tecnica”.
Un bilancio di questa mostra.
“Sicuramente positivo. Ho avuto delle belle gratificazioni e sono stata coinvolta, invitata ad esporre in altre mostre. Tutti i miei lavori sono parte di me stessa. Io non copio, sono espressione del momento in cui creo e lavoro”.
