L'Italia dei raccomandati
Italia, paese di poeti, santi, navigatori e … raccomandati. Tra spintarelle, caste, lobby il nostro paese sembra davvero “bloccato”, destinato al perenne immobilismo: da una parte i ricchi privilegiati che tramandano le posizioni di potere di generazione in generazione, dall’altra parte i poveri, che vedono sempre più incrementare il gap rispetto alle classi agiate. E così sono tanti coloro che, forti delle proprie abilità, competenze, conoscenze, preferiscono preparare la valigia e recarsi altrove per realizzarsi dal punto di vista personale e professionale, evitando di soccombere nel mare magnum di un sistema volutamente appiattito e preoccupato solo di tutelare gli interessi di pochi. Che futuro può avere un paese così strutturato?
Il giornalista Giovanni Floris, attento osservatore dell’attuale contesto socio – economico, cerca di fornire alcune risposte al quesito nel suo libro “Mal di merito”, edito da Rizzoli (www.rizzoli.eu), con cui delinea gli attuali scenari nei quali l’epidemia di raccomandazioni ha sostanzialmente paralizzato l’Italia, prospettando le possibili vie d’uscita da un tunnel piuttosto oscuro che non lascia, comunque, presagire nulla di positivo.
Dal pubblico al privato, dagli ospedali alle università, dai concorsi pubblici alle assunzioni in azienda: non c’è ambito che non venga tralasciato dai tentacoli di un modus vivendi che annacqua e reprime la voglia di emergere di tanti valenti giovani, e non solo, italiani. Tanti gli episodi raccontati nel libro, alcuni davvero surreali ma drammaticamente concreti tangibili. Un viaggio nell’Italia che ha messo da parte la meritocrazia per premiare il potente di turno, il raccomandato, il “segnalato”, come si usa dire di recente… . Povera Italia!

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