La nave delle spose al Teatro Stabile di Catania

Portavano con sé pochissime cose, lo stretto indispensabile per affrontare il lungo viaggio. Nelle loro valigie non mancava, però, mai l'abito da matrimonio, per celebrare "degnamente" il giorno delle nozze contratte per procura, con un uomo che viveva oltre l'oceano e di cui a malapena conoscevano le sembianze, i tratti del volto. Giovani donne in cerca di un futuro migliore, che fuggivano dalla sofferenza e dalla miseria verso un mondo sconosciuto e, in teoria, foriero di nuove opportunità. Matrimoni "combinati" che,  tra gli anni Trenta e quelli Quaranta del secolo scorso, davano vita a vere e proprie "deportazioni" di fanciulle le quali partivano dalla Sicilia, con tanti dubbi e poche certezze, per dirigersi in America, l'Eldorado dei loro sogni.

A queste giovani donne è dedicata la novità assoluta "La nave delle spose", opera scritta da Lucia Sardo ed Elvira Fusto che ha debuttato alla Sala Verga (repliche sino al prossimo 30 marzo) nell'ambito del cartellone "Donne. L´altra metà del cielo" allestito dal teatro Stabile di Catania con la direzione artistica di Giuseppe Dipasquale. Un lavoro che  certamente lascia il segno negli animi e nelle menti degli spettatori, catapultati in una vicenda storica dai tratti forti, marcati, un appassionato viaggio dentro l'anima della donna che cerca, con fatica, di emanciparsi.

Sono tante le storie personali che si imbarcano sulla nave. Eroine che, nel loro piccolo, combattono per una vita migliore. C'è l'orfana Gina (Ornella Brunetto), Emma la prostituta (Annalisa Canfora), e ancora Giulia (Giada Colonna), Maria la muta (Valeria Sara Costantin), Concetta (Clio Scira Saccà), la sposa bambina Rosa (Federica Sandrini), Jolanda (Luana Toscano). Sono loro che, insieme a tante altre donne (interpretate da Lucia Fossi, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Viviana Militello, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Giorgia Sunseri, Irene Tetto), rivivono durante la traversata il loro passato tentando, al contempo, di immaginare il futuro che le attende, anche alla luce di quanto racconta Giovanni Capra (Miko Magistro), faccendiere senza troppi scrupoli.

A fare da voce narrante è Lucia Sardo, nel ruolo di Annaluna, donna senza tempo e senza identità. Nella trama non mancano altri personaggi maschili, seppur con un ruolo di secondo piano: Peppe Arena il mafioso (Enzo Gambino), il campagnolo Ninuzzu (Rosario Minardi), e ancora Luca Iacono, Alberto Mica, Nicola Notaro, Francesco Russo nelle molteplici vesti dei preti, degli sposi, degli uomini sulla nave. Umanità varia accomunata da un tragico destino con le forze della natura che annientano sogni e aspirazioni.

È Giuseppe Dipasquale a firmare regia e impianto scenico di un allestimento di grande formato, con gli splendidi costumi di Marella Ferrera, le musiche di Mario Incudine, i movimenti coreografici di Donatella Capraro, le luci di Franco Buzzanca che si affiancano perfettamente ai suggestivi giochi d'acqua.

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