Lo spam danneggia l'ambiente
Non è solo una noiosa seccatura la posta indesiderata che giornalmente invade le mail degli internauti. Secondo lo studio condotto da McAfee, azienda californiana votata focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, lo spam causerebbe danni seri alla Terra a causa dell'inquinamento atmosferico e l'emissione di gas serra.
Il carbon footprint dello spam
Secondo lo studio ICF l’energia richiesta annualmente per creare, inviare, ricevere, memorizzare e visualizzare lo spam ammonta a oltre 33 miliardi di KWh, equivalente a circa 4 gigawatts di energia di base o della corrente fornita da quattro grandi impianti di energia a carbone.
ICF stima le emissioni legate allo spam per tutti gli utenti di posta pari a un totale annuale di 17 milioni di tonnellate di CO2 o allo 0,2 percento delle emissioni totali complessive di CO2 — una cifra equivalente alle emissioni di circa 1,5 milioni di abitazioni negli Stati Uniti.
Le fasi dell’utilizzo di energia dello spam
ICF suddivide l’utilizzo dell’energia associata allo spam in diverse fasi. In primo luogo, gli spammer raccolgono indirizzi email, tipicamente “raschiando” i siti web, un processo che utilizza software automatico per scaricare l’intero contenuto di un sito web e perlustrarlo alla ricerca di indirizzi email.
Lo spammer poi crea la campagna di spam scrivendo il codice e creando la copia per i messaggi spam. Quindi, una combinazione di PC zombie (denominati botnet quando si manifestano in grandi quantità) e server di posta convenzionali inviano lo spam. I messaggi spam viaggiano attraverso l’hardware Internet di proprietà degli ISP e altri fornitori di rete che agisce come un
ponte tra il mittente e il destinatario. Una volta raggiunta la rete del destinatario, i server di posta elaborano lo spam e lo collocano su un sistema di storage a dischi. Infine, viene utilizzata energia anche dai dispositivi di filtering dello spam in vari punti e dai destinatari che devono visualizzare e cancellare lo spam che ha evitato i filtri (falsi negativi). I destinatari inoltre consumano energia per individuare messaggi legittimi intrappolati nei filtri spam (falsi positivi).
Utenti che selezionano, visualizzano e cancellano manualmente lo spam.
Lo studio di ICF ha rilevato che la maggior fonte singola di consumo di energia ed emissioni legata allo spam è rappresentata dagli utenti finali che visualizzano e cancellano lo spam. Selezionare, visualizzare e cancellare manualmente lo spam,
così come andare alla ricerca delle email legittime (falsi positivi), consuma quasi 18 miliardi di KWh o il 52 percento dell’utilizzo di energia totale legata allo spam.
