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Maturità 2011, uno studente su quattro studia meno di un'ora al dì

Gli esami di maturità sono vicini, ma i maturandi 2011 studiano con minor zelo rispetto ai colleghi della passata edizione. A rivelarlo è l’indagine di Studenti.it, condotta in collaborazione con SWG, tra più di 1.000 studenti.

Il 24% dei candidati alla maturità infatti, studia meno di un’ora al giorno, il 29% passa sui libri tra le 2 e le 3 ore, mentre il 20% tra le 4 e le 5 ore al dì. L’11% frequenta gli studi, giornalmente, tra le 6 e le 7 ore, il 5% dedica all’istruzione pre-maturità circa 8-9 ore, mentre il 2% dichiara di abbandonare ‘le sudate carte’ non prima di aver trascorso, chino su libri e appunti, il traguardo delle 10 ore, infine solo il 6% ripassa e approfondisce per oltre 600 minuti.

Ebbene, quest'anno circa uno studente su quattro dedica allo studio meno di un’ora al giorno e, nella maggior parte dei casi, la liturgia da maturità impegna i candidati per circa 2-3 ore, nell'arco di un'intera giornata, mentre una percentuale più esigua conquista il bronzo delle 4-5 ore giornaliere. Nel confronto con lo scorso anno, al contrario, le ore dedicate dagli studenti alla preparazione degli esami sono meno numerose rispetto al tempo speso dai concorrenti di un anno fa, con il risultato che la classe dei maturandi 2010 ha profuso maggiore impegno e scrupolosità nella fase che precede la verifica finale: 2-3 ore (24%), 4-5 (21%) e 6-7 ore (18%).

Gli studenti sembrano quindi temere sempre meno il test della maturità, anche se tra i maturandi però, c’è sempre lo spauracchio dell’esame. Secondo Studenti.it, infatti, è la prova orale, per il 46%, che preoccupa maggiormente, soprattutto a causa delle possibili domande impossibili dei commissari esterni. Per il 28% degli studenti invece, è il secondo scritto il banco di prova più temuto, il compito attraverso il quale si saggia la preparazione dei candidati nelle materie di indirizzo di ciascuna scuola. Il terzo scritto poi fa paura al 17% degli esaminandi, mentre la prima prova, l’italiano, preoccupa solo il 5% degli intervistati, la paura degli strafalcioni va in soffitta, e gli errori grossolani di morfologia, grammatica e sintassi verranno tirati fuori dal baule ad hoc, forse sfoggiati, anche e non solo, dagli aspiranti avvocati alle prove d’esame per l’ammissione all’albo? Solo il 2% degli impavidi studenti infine non teme nessuna prova.

Sempre secondo Studenti.it, i ragazzi che quest’anno si preparano a confrontarsi con l’esame di Stato contano soprattutto, per il 33%, sul classico aiutino dei ‘ bigliettini a ventaglio’ da utilizzare all’occorrenza. Per il 20% fanno affidamento sul cellulare, il 22% dei maturandi poi, cerca sostegno nella bontà del primo della classe, alias secchione di turno. Nel 15% dei casi, i volenterosi candidati invece, si rimettono alla clemenza dei professori, meglio interni, facendo leva sul loro amor proprio. In sostanza, i docenti che non desiderino imbattersi in una bocciatura per bocca dei membri esterni della commissione o semplicemente per evitare un giudizio non lusinghiero, a causa della mancata preparazione dei propri discenti, dovranno sacrificare la deontologia professionale sull’altare del suggerimento a mezza voce. Gli studenti che però non potranno contare su cotanta magnanimità da parte di docenti integerrimi, pensano, e sono l’8%, di votarsi a ‘San Bidello’, un po’ angelo e un po’custode della scuola, che intercede in favore dei ragazzi meno studiosi, magari offrendo loro la soluzione in panini imbottiti e brioches farcite. E’ infatti risaputo che a pancia piena si ragioni meglio.

Studenti.it propone persino un decalogo con le 5 'cose da fare' e le 5 'cose da non fare' all'esame orale della maturita'. Dopo aver scelto un look adeguato, optando magari per uno stile oxofordiano, è necessario fare attenzione anche al linguaggio del corpo. E' consigliabile perciò scongiurare atteggiamenti di chiusura: bocciate quindi le braccia conserte. Bisogna poi mantenere una postura eretta ed evitate risposte da ‘arrampicatori himalayani’ di specchi, non sovrapporsi agli esaminatori, aspettando pazientemente che concludano di esprimere il loro pensiero, anche se con acume e immediatezza si è compreso fin da subito il senso del loro dire. E infine, sempre per una politica parascolastica a favore dell'economicità delle parole, da non sfatare è il tabù del-non-chiedere-mai come sia andato il colloquio.

Domare l’ansia da esami con un comportamento sicuro ma educato, non solo potrà essere di giovamento per il futuro di queste giovani leve, ma servirà per suggellare la fine di un percorso formativo e di accrescimento che trasformerà la classe dei diplomandi 2011 da maturandi a maturati.E poi si diventa grandi finalmente, o almeno lo si crede.

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