Ninni Magrì (Anteas Siracusa)

Ninni Magrì un uomo innamorato della sua terra

Durante una delle più importanti attività culturali del “MarranzAtomo”, tra un intenso dibattito ed un’animata discussione culturale, incontriamo il poeta Ninni Magrì, presidente della più prestigiosa associazione culturale siciliana.

Il MarranzAtomo nasce a Catania vent’anni fa per volontà del suo presidente e si costituisce sin dall’inizio come cenacolo d’Arte, Poesia e Cultura Siciliana per tutti gli artisti, i poeti e gli amanti della cultura in genere. Antonino Magrì, chiamato dagli amici affettuosamente Ninni, ha esordito come poeta negli anni ottanta; ha vinto molti concorsi di poesia anche a carattere internazionale.

Per il suo impegno nella diffusione della cultura siciliana nel mondo gli sono stati conferiti importanti premi; tra i vari riconoscimenti è giusto ricordare il Premio Sikania del 1995, il Premio Amenano d’Argento del 2002, il Premio Franco Franchi sempre nel 2002. Vasta e proficua la sua produzione letteraria. La sua opera teatrale più importante è, senza dubbio, “Il Segreto di Bastiano”. Nel 1994 scrive un’opera religiosa, “Sugnu cca, Signuri”, per il regista F. Zeffirelli. Nel 1996 dà alle stampe per le Edizioni Greco di Catania, una silloge di poesie amorose in siciliano, “Setti Spasimi d’Amuri”, con prefazione del critico A. Rampulla. Ha lavorato accanto a Renzino Barbera, Pippo Pattavina, Pippo Franco, Vittorio Ribaudo.

L’opera culturale di Ninni Magrì è stata menzionata, tra i grandi contemporanei, per la diffusione del patrimonio culturale siciliano da grandi nomi del mondo della critica letteraria, dello spettacolo e della politica come Santi Correnti, Salvatore Camilleri, Ignazio Buttitta, Enzo Bianco, Turi Ferro, Fioretta Mari, Nuccio Fava, Pippo Baudo, ma soprattutto dal pubblico che lo segue sempre numeroso.

Il nostro incontro si è svolto con estrema semplicità e grande cura nei particolari. Il grande amore del Magrì per la Sicilia traspare in ogni sua iniziativa e attraverso questa nostra intervista abbiamo capito che la nostra terra ha bisogno di uomini come lui, per risorgere dalle ceneri di cui è stata ricoperta.

Ninni Magrì, un siciliano che ama la sua terra. Nasce come poeta e autore teatrale italiano, anche se utilizza principalmente il siciliano per le sue composizioni. Da cosa scaturisce l’uso della lingua natia nelle sue opere?

“Dal grande amore che nutro per la nostra Sicilia e dalla convinzione che il siciliano non è affatto una lingua in via d’estinzione, anzi ogni giorno si rinnova e si evolve. È una lingua ricca di dolcezza, musicalità e capacità espressiva, dove ogni singolo vocabolo è pregno di storia. Credo nulla abbia da invidiare alla lingua nazionale”.

Nel 1991 fonda a Catania il “Centro d’Arte, Poesia e Cultura Siciliana MarranzAtomo”, cenacolo di poeti, scrittori, artisti e uomini di cultura. Come nasce questa voglia di creare un’associazione culturale ad alti livelli come la sua conosciuta dai siciliani nel mondo?

“Nasce nel 1991 dal desiderio di contrastare le affermazioni dei Media. Allora la nostra terra era presentata al mondo solo come terra di mafia; questo mi feriva, allora ho deciso di essere, per l’epoca, tramite una rivista letteraria da me fondata, “una voce che grida nel deserto”, per raccontare che la Sicilia non è solo mafia, ma è soprattutto terra di grandi eventi e di grandi uomini che hanno dato un apporto notevole al mondo in ogni campo dello scibile umano. E poi non dimentichiamo che il primo germe della letteratura è nato qui in Sicilia, alla corte di Federico II di Svevia”.

Tantissime sono le manifestazioni culturali e i recital di poesia svolti in varie località della Sicilia a fianco di attori come Pippo Franco, Renzino Barbera, Pippo Pattavina e del Maestro Vittorio Ribaudo, il quale ha illustrato tutte le sue opere creando un binomio d’arte e poesia. Parliamo del suo incontro con il maestro Ribaudo?

“Avvenne per caso circa 25 anni or sono nel locale dove lavoravo. Io avevo iniziato a scrivere poesie da poco tempo e lui incuriosito le volle ascoltare rimanendone affascinato. Fu sua l’idea di creare con me un binomio d’arte. Io ,inizialmente, non accettai, per correttezza, poiché se le mie poesie non erano più che valide ne avrebbe risentito il suo prestigio. Ribaudo era un pittore di fama internazionale ed io un emerito sconosciuto. Il binomio d’arte Ribaudo - Magrì avvenne solo dopo l’assenso sul valore artistico delle mie opere da parte del grande storico prof. Santi Correnti e dell’editore Salvatore Greco. Da allora col maestro Vittorio Ribaudo siamo rimasti amici inseparabili”.

In occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, l’A.N.A.P.S, Associazione Nazionale Artisti, Poeti e Scrittori, cooperata dall’associazione MarranzAtomo, ha organizzato, domenica 20 marzo presso la sua sede di via Teatro Massimo 17 a Catania, una conferenza sul tema: Inno Nazionale ossia Il Canto degli Italiani. Ci spiega quali sono le motivazioni che hanno dato impulso alla creazione dell’A. N. A. P. S. ?

“L’A.N.A.P.S., di cui mi onoro esserne l’attuale presidente, nasce a Catania dalla volontà di un gruppo di artisti, poeti e scrittori decisi ad allargare gli orizzonti conoscitivi tramite l’interscambio artistico-culturale con le realtà di altre regioni italiane e con l’estero, accorpandole sotto un’unica bandiera associativa, poiché è nello scambio continuo e reciproco di esperienze che avviene la crescita sia artistica sia spirituale di ognuno, e si alimentano e si consolidano nuove amicizie. Essa si radica ed opera sul suolo nazionale tramite le sue Delegazioni Regionali”.

L’evento più importante da Lei creato, quello che Le ha dato più emozioni sino ad oggi qual è stato? Qual è quello che ancora, invece, non è stato, per ora, realizzato ma che vorrebbe attuare?

“Tutti gli eventi che ho organizzato hanno suscitato in me grandi emozioni, poiché in ogni cosa che faccio metto tutto il mio amore, dunque non saprei scegliere. Quello per cui adesso sto lavorando è un sogno, un sogno che vorrei si realizzasse: riunire, come in una grande famiglia, artisti, poeti e scrittori di tutta l’Italia, perché l’arte e la cultura abbia più voce e il posto che di diritto gli compete nel panorama nazionale; è questo il fine dell’A.N.A.P.S.. So che è una idea utopistica, ma come asseriva Ezra Pound: “Se un uomo dice di avere delle idee e non è disposto a fare qualche sacrificio per esse, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui”.

Cosa si propone di fare, adesso, per la Sicilia nel suo immediato futuro come associazione?

“Il programma più vicino è l’organizzazione di un raduno poetico nel cuore di Catania previsto per novembre”.

Catania è una città ricca di una grande forza culturale e di una notevole tradizione storico – letteraria, ma nonostante ciò sta attraversando un momento di vera crisi e di stasi. Cosa manca, secondo lei, per risollevare la città da questo momento buio?

“Manca una classe politica che sia veramente vicina ai problemi e ai desideri della gente comune; troppe cose sono affidate all’iniziativa privata e la stessa difficilmente trova il sostegno delle istituzioni, soprattutto se non si vogliono cercare... Santi in Paradiso”.

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