(siciliatoday)

“Diversità e Disabilità, una manifestazione organizzata dai comuni di Naxos e Misterbianco

Giorno otto e nove maggio 2011 siamo stati presenti alle serate conclusive del concorso “Diversità e Disabilità”.

L’associazione scientifico culturale Mea Lux, con sede a Giardini Naxos ( Me) e Misterbianco (Ct), nella giornata mondiale dedicata al volontariato e alla solidarietà, ci ha invitato alla manifestazione organizzata dai due Comuni che ha visto la celebrazione dei ragazzi partecipanti a questo concorso tematico.

I partecipanti iscritti alla manifestazione, ragazzi di III media e del biennio della scuola media superiore, hanno espresso le loro idee e le loro opinioni attraverso disegni o temi sulla diversità.
Per disabile non s’indica solo colui che ha un impedimento fisico ma anche caratteriale e psicologico che può portare al disadattamento tra i vari soggetti ed anche al conseguente isolamento del più debole. Un’apposita commissione ha scelto i migliori elaborati che sono stati premiati giorno otto maggio alle ore 18.30 presso i saloni del Teatro Comunale di Misterbianco.

A tale manifestazione sono intervenuti: il sindaco di Misterbianco, Ninella Caruso, il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, l’On. Avv. Giuseppe Arena, la presidente della Mea Lux, Angela Lombardo, il vicepresidente della Confcommercio, Pietro Agen, il fisico nucleare, dott. F. Frisone, il neurologo Antonino Viscuso, la pedagogista Antonella Malin, il dirigente dell’Ufficio scolastico della Provincia di Catania, Raffaele Zanoli, il referente nazionale della commissione europea sul coordinamento internazionale al progetto antibullismo, prof. Adriana Battaglia.
Durante la manifestazione è stato ricordato il film “ Il figlio della Luna” del regista Gianfranco Albano, presente alla serata, che noi abbiamo intervistato alla conclusione dell’evento. Il film tratto da una storia vera il cui protagonista, Fulvio Frisone, è figlio della nostra terra. Tra gli altri interventi è da ricordare il toccante momento dedicato a Lucia Colletta, madre esemplare, che ci ha fatto rivivere i momenti più intensi della sua condizione di madre di un figlio “speciale”. Ospite d’onore della serata ,l’attore catanese di fama internazionale, Gilberto Idonea, il quale è stato premiato con una targa speciale al merito. Idonea, che ha reso la serata ancora più magica, ha incantato il pubblico con una magistrale interpretazione di un breve passo de “Il giorno della civetta” di L. Sciascia. Inoltre, ha ricordato la figura del grande attore Angelo Musco. La manifestazione è stata presentata dalla prof.ssa Angela Lombardo.

Il regista Gianfranco Albano, denominato dagli addetti ai lavori come il regista del sociale, ci ha gentilmente concesso una breve intervista. Tra i lavori di Albano sono da ricordare: Felipe ha gli occhi azzurri, Mino il piccolo alpino, In fuga per la vita.

-Maestro Albano, come è nata l’idea di fare un film, Il figlio della luna, sulla vita del prof. Fulvio Frisone?
“Le idee, raramente, nascono dai registi, perché le produzioni televisive non amano la figura dell’autore. L’idea nasce da uno staff interno alla RAI.
Lucia Colletta, la madre di Fulvio, per un certo periodo è stata presente come ospite in molte trasmissioni televisive. Dalla dirompente personalità di Lucia è nata la voglia e l’idea di fare il film. Il film nasce dalla mente del giornalista Mauro Caporiccio, ora anche sceneggiatore, insieme alla sceneggiatrice Paola Pascolini. La scelta del regista è ricaduta su di me. In un primo momento avevo detto no, perché penso che la televisione in questo momento stia producendo qualcosa di veramente degradante. Spesso da spettatore assisto a film che giocano con i sentimenti e mi sembrava che questo film ricadesse proprio in questi luoghi comuni. L’incontro con Lucia ci ha fatto capire che non saremmo caduti nella trappola della descrizione del dolore ma avremmo fatto il ritratto di una persona che combatte. È un film positivo, evangelico e su ciò siamo andati avanti. Questo film fa capire fino a che punto il coraggio di una madre può arrivare. Ho cercato di descrivere anche le realtà più crude della vita del protagonista senza cadere nel banale o nel volgare descrivendo anche la vita sessuale del Frisone;infatti il grande lavoro è stato tentare di suggerire certe cose. Io ho girato il film fino alla penultima sequenza, ovvero la scena in cui madre e figlio fanno pace. È una scena di pura gelosia e d’amore. Queste sono cose che hanno dato al film un certo spessore, i cosiddetti sottotesti, poiché non è una storia fredda. Sono contento di aver fatto un film del genere, non perché esso sia diventato un cult per l’associazione, ma perché significa che non li ho traditi. È un successo che mi rende felice e m’inorgoglisce. Un grande merito va agli attori che hanno reso il film ancora più bello. Un grazie a Lunetta Savino e Paolo Briguglio, madre e figlio, che hanno “rubato” molto ai veri protagonisti e reso così il film ancora più veritiero. È importante portare in TV il gusto cinematografico, basta usare la metafora e tentare di fare un’opera d’educazione. La TV è pericolosa, perché non è come il cinema che siamo noi a scegliere cosa vedere, ma è la televisione che decide. Quando mi hanno detto che ho avuto 14milioni di telespettatori significa che sono stato capace di parlare ad un pubblico disomogeneo. È importante saper mettere d’accordo tutti e tentare di essere eticamente corretti”.

-Cosa consiglia a chi vorrebbe intraprendere la difficile ma appassionante professione del regista?
“Di base serve sicuramente la cultura, anche studi disordinati , ma non si può raccontare questo mestiere senza una preparazione culturale di studi classici adeguata. Nessuna scuola è in grado di darti questa professione, perché è uno degli ultimi veri mestieri artigianali riamasti in questo paese.
Quando parliamo di Cinema si crea una sorta di bottega rinascimentale, è un mestiere che si ruba con gli occhi e con le orecchie. Si deve sfruttare ogni occasione per imparare. Il talento è fondamentale, perché esso è quello che permetterà di sfondare. Si deve cercare d’imparare il più possibile dagli altri ed essere umili, solo così si può acquisire il mestiere ed andare avanti”.

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