Presentata dall'Istat l'Italia del 2010

L'IStat ha pubblicato oggi l'Annuario statistico del 2010. Si tratta di un appuntamento tradizionale che si ripete dal 1878. In oltre ottocento pagine, il volume offre un ritratto completo e aggiornato del Paese, a testimonianza dell’ampiezza del patrimonio informativo che la statistica ufficiale mette a disposizione dei decisori pubblici e dei cittadini. Oggi anche in una veste grafica moderna ed elegante.

I dati presentati nei 26 capitoli, con dettaglio regionale e generalmente riferiti al 2009, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anni precedenti. Per rendere più facile la consultazione del volume anche a pubblici non specialisti, ciascun capitolo è preceduto da un testo a commento dei dati statistici.

Ambiente e territorio
Più raccolta differenziata in Trentino-Alto Adige e Veneto
Nel 2008 la raccolta di rifiuti urbani si attesta su 32,5 milioni di tonnellate, 542,7 chilogrammi per abitante; quella differenziata rappresenta il 30,6% dei rifiuti urbani a livello nazionale, sale al 45,5% al Nord, è al 22,9 al Centro mentre scende al 14,7 nel Mezzogiorno. Trentino-Alto Adige e Veneto sono le regioni in cui la raccolta differenziata ha superato la soglia del 50% rispetto a quella totale (rispettivamente 56,8 e 52,9%).

Traffico parcheggio smog i problemi più sentiti
Nel 2010 i problemi maggiormente sentiti dalle famiglie nella zona in cui abitano sono il traffico (42,6%), la difficoltà di parcheggio (39,6%), l'inquinamento dell'aria (38%), il rumore (32,9%), il non fidarsi a bere acqua dal rubinetto (32,8%), la sporcizia nelle strade (30,0%). All’ultimo posto si colloca l’irregolarità nell'erogazione dell'acqua, considerata un problema dal 10,8% delle famiglie, percentuale che sale al 33,4% in Calabria e al 28,3% in Sicilia.
Traffico, difficoltà di parcheggio e sporcizia nelle strade costituiscono un problema soprattutto nel Centro-Sud e nelle regioni con grandi centri metropolitani - Lazio, Campania e Lombardia - mentre l’inquinamento dell’aria è particolarmente sentito al Nord.
Rispetto a un anno prima cala la percentuale di famiglie che dichiarano la presenza del rumore (dal 35,5% al 32,9%), del traffico (dal 45,2% al 42,6%) e di altri problemi quali il rischio di criminalità (dal 29,7% al 27,1%) e l’inquinamento atmosferico (dal 39,3% al 38%). La percezione del rischio di criminalità si conferma un problema consistente per le famiglie residenti in Campania (40,2 per cento), seguite da quelle del Lazio (37,7 per cento).
La diffidenza nel bere acqua di rubinetto si manifesta elevata nel Paese: non si fida il 32,8 per cento delle famiglie. Tale fenomeno raggiunge i livelli più elevati in Sicilia (64,2 per cento), Calabria (52 per cento) e Sardegna (49,8 per cento).

Popolazione: Siamo oltre 60 milioni
Alla fine del 2009 l’Italia conta 60.340.328 residenti, circa 291.000 in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+318.066 unità) che, pur in calo, neutralizza l’effetto negativo del saldo naturale (-22.806 unità). Gli stranieri sono oltre quattro milioni (4.235.059), il 7% della popolazione totale, e provengono per la maggior parte dall’Unione europea (29,3%), dall’Europa centro-orientale (24,0%) e dall’Africa settentrionale (15,3%).

Battuta d’arresto della fecondità
La fecondità delle donne interrompe il ciclo crescente osservato dopo il 1995, anno in cui, con 1,19 figli per donna, ha toccato il punto minimo, attestandosi nel 2009 a 1,41 (1,42 del 2008). All’interno dell’Unione europea a 27 Paesi (dati 2008), Irlanda e Francia sono in cima alla graduatoria con rispettivamente 2,1 e 2,0 figli per donna mentre l’Italia, pur posizionandosi nella parte bassa, è comunque sopra Germania (1,38) e Portogallo (1,37) e alcuni paesi dell’Est europeo (Polonia, Ungheria e Romania). C’è da aggiungere che in Italia le donne diventano madri più tardi: 31,1 è l’età media al parto nel nostro Paese, il valore più alto dell’Ue27, lo stesso di Irlanda e Lussemburgo, contro 26,8 delle donne bulgare e 27,7 delle olandesi.

Ancora in calo i matrimoni
Prosegue nel 2009 il calo della nuzialità, già registrato l’anno precedente dopo la ripresa del 2007. Con circa 16.000 matrimoni in meno celebrati (230.859), il tasso di nuzialità scende dal 4,1 al 3,8 per mille. Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa (62,5%) ma sono in costante aumento le coppie che optano per il rito civile. È soprattutto nelle regioni meridionali a prevalere un modello di tipo tradizionale, la percentuale dei matrimoni celebrati con rito religioso è del 77,4% contro il 50,5% del Nord e il 55,4% del Centro.

La carica degli over65
L’Italia continua ad invecchiare. Un italiano su cinque è ultrassessantacinquenne e i “grandi vecchi” (dagli ottanta anni in su) rappresentano ormai il 5,8% della popolazione italiana.
A fine 2009 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo 143,8%. Nella graduatoria internazionale (dati 2008), la Germania, con un indice pari a 150,2, si conferma come il paese maggiormente investito dal fenomeno dell’invecchiamento, seguita da Italia (143,1), Grecia (130,3) e Bulgaria (129,6).

Sanità e salute
Sette italiani su dieci si sentono in buona salute
La percezione dello stato di salute rappresenta un indicatore globale dello stato di salute della popolazione, molto utilizzato in ambito internazionale. Nel 2010, sette residenti in Italia su dieci valutano positivamente il proprio stato di salute, gli uomini più delle donne (75% contro 66,5%).
Quanto alle patologie croniche, il 38,6% delle persone dichiara di esserne affetto, percentuale che sale all’86,7% fra gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono l’artrosi/artrite (17,3%), l’ipertensione (16,0%), le malattie allergiche (9,8%), l’osteoporosi (7,0%), la bronchite cronica e asma bronchiale (6,1%) e il diabete (4,9%).

Calano le strutture sanitarie
Nel 2007 sono circa 47.000 i medici di base presenti sul territorio nazionale, confermando un’offerta di assistenza sanitaria territoriale di 8 medici ogni 10.000 abitanti. I pediatri sono circa 7.700, 9 ogni 10.000 bambini fino a 14 anni. Ammontano invece a circa 17 ogni 100.000 abitanti gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati convenzionati, in lieve calo negli ultimi tre anni.

Colazione nutriente al mattino, pranzo a casa
Nel nostro Paese gli stili alimentari sono ancora fortemente legati alla tradizione: nel 2010 il pranzo si conferma il pasto principale per oltre due terzi della popolazione di 3 anni e più, molto spesso consumato a casa. È fortemente diffusa anche l’abitudine a fare una sana e corretta colazione al mattino: l’82,2% delle donne e il 76,5% degli uomini abbina al caffè o al tè alimenti più nutrienti come latte, biscotti, pane.

Più fumatori tra i giovani
L’abitudine al fumo risulta stabile negli ultimi anni. Nel 2010, gli “schiavi” della sigaretta rappresentano il 22,8% della popolazione di 14 anni e più, percentuale che sale al 32,3% fra i 25-34enni. A fumare sono soprattutto gli uomini (29,2%) rispetto alle donne (16,9%).

Giustizia: Sempre più diffuso il ricorso al giudice di pace
Nel confronto con l’anno precedente aumentano nel 2008 i procedimenti civili sopravvenuti in primo grado (+0,8%), mentre diminuiscono quelli esauriti (-0,7%) e i pendenti a fine anno (-0,3%). Oltre un terzo dei procedimenti sopravvenuti in primo grado viene trattato dal giudice di pace, i restanti casi sono in capo ai tribunali.
Aumentano anche i provvedimenti di urgenza a protezione del minore (+3,9%) e le adozioni (+7,9%), che risultano pari a 5.162, di cui 1.693 riguardanti minori italiani. Cresce la quota di adozioni per i minori stranieri, dal 62% del 2007 al 67,2 del 2008.
In crescita il numero dei protesti (+6,4%), che arrivano a 1.570.873 nel 2009 (erano 1.476.127). Il valore complessivo dei titoli protestati ammonta a 4,7 miliardi di euro (4,1 l’anno precedente), con un importo medio unitario di 2.991 euro (erano 2.784 euro).

Attività culturali e sociali varie: più visitatori se l'evento è gratis
Dove l’ingresso è gratis, aumentano i visitatori
Oltre 32 milioni e 345.000 persone hanno visitato, nel 2009, i 419 luoghi di antichità e arte (di cui 207 musei e gallerie e 212 monumenti e aree archeologiche) presenti nel nostro Paese, con una contrazione rispetto all’anno precedente (-3,9%). In particolare, diminuiscono i visitatori degli istituti a pagamento - passando da poco meno di 15 milioni e 603 mila ingressi nel 2008 a circa 14 milioni e 613 mila nel 2009 - e aumentano quelli degli istituti con ingresso gratuito, quasi 17 milioni e 733 mila nel 2009.
Nel 2008 sono state pubblicate 58.829 opere (rispetto alle 59.129 dell’anno precedente) per una tiratura complessiva di oltre 213 milioni di copie.
Il cinema è sempre lo spettacolo fuori casa preferito
Nel 2010 oltre due terzi della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa (70,8% uomini e 62,8% donne). Il cinema si conferma in cima alle preferenze: infatti, oltre una persona su due è andata almeno una volta a vedere un film in sala. Nella graduatoria seguono le visite a musei e mostre (30,1%), gli spettacoli sportivi (26,4%), il teatro (22,5%), la frequentazione di discoteche e balere (22,4%), le visite a siti archeologici e monumenti (23,2%), gli altri concerti di musica (21,4%) e, all’ultimo posto, i concerti di musica classica, che interessano appena il 10,5% della popolazione.

Il teatro è l’unica attività fuori casa, fra quelle considerate, in cui la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile (24,4% delle donne contro il 20,5% degli uomini). Guardare la televisione è un’abitudine consolidata per il 93,5% della popolazione di tre anni e più, mentre il 59,1% ascolta la radio tutti i giorni.

Boom di giovani lettori
Meno diffusa è l’abitudine alla lettura di giornali e libri: nel 2010 legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 55% delle persone di 6 anni e più mentre il 46,8% si dedica alla lettura di libri, quest’ultimo valore è in aumento negli ultimi anni. Rimane invece sostanzialmente stabile al 15,2% la quota di lettori “forti”, cioè coloro che hanno letto 12 libri e più in un anno. I giovani di 11-14 anni sono i lettori più accaniti e continuano ad aumentare, il 71,3% di questa classe di età contro il 64,7 del 2009.
Gli uomini leggono di più i quotidiani (61% contro il 49,3% delle donne) mentre le donne preferiscono i libri (53,1% contro il 40,1% degli uomini) e ne leggono in maggior numero.
Cresce l’uso di Internet fra gli over 65
In costante crescita gli utilizzatori del personal computer e di Internet, ormai rappresentano rispettivamente il 51% (47,5 nel 2008) e 48,9 (44,4%) della popolazione di 3 anni e oltre. L’uso del pc tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (9 ragazzi su dieci) ma gli utilizzatori aumentano considerevolmente fra i 65-74enni (13,7% contro il 9,9% di un anno prima), per scendere al 2,7% fra gli ultra settantacinquenni. A livello territoriale, permane uno squilibrio sia nell’uso del pc (Nord e Centro 55% e 53,1%, Mezzogiorno 44,6%) che in quello di Internet (Nord e Centro rispettivamente 52,6% e 51,3%, Mezzogiorno 43%).

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