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Riprendono a currere i 99 Posse

A scaldare il palco del Biergarten ha provveduto il rap giovane e irruente dei palermitani Gente Strana Posse, fratellini artistici scelti come gruppo di supporter per la seconda data di questa mini tournée siciliana. Ma ad incendiare atmosfera e cuori dei tantissimi presenti al concerto non potevano che pensarci Zulu e compagni, freschi di esibizione a Catania e già perfettamente sintonizzati sulle sofferte frequenze siciliane, in questi giorni disturbatissime da troppi lavoratori licenziati o in cassa integrazione.

Sì, perché a volte ritornano... e, a distanza di otto anni dal loro scioglimento, i 99 Posse si sono ritrovati e, ben lontani dall’essere ingrigite controfigure di sè stessi, sono tornati carichi di energia e schiumanti di rabbia a riprendersi piazze, locali e centri sociali, e insieme la scena musicale italiana.

Non c’è più Meg, è vero, ormai affermata nella carriera solista, e, per quanto si possa voler bene al gruppo napoletano, l’assenza di quella magica ed elettrizzante armonia che solo la sua voce riusciva a creare si avverte.

Ma poi c’è tutto il loro mondo, le tematiche sociali e politiche, la rabbia e la solidarietà, e ci sono loro, tutti: innanzitutto, lui, ‘O Zulu, Luca Persico, ispirato, divertito e divertente sul palco, "tirato a lucido" verrebbe da dire, se l’espressione non facesse decisamente a cazzotti con la figura del frontman partenopeo, in forma dopo una pesantissima e lunga parentesi di dipendenza da crack; e poi ci sono i componenti storici, da Massimo “JRM” Jovine al basso a Sacha Ricci alle tastiere; da Marco “Kaya Pezz8” Messina alle ritmiche a Claudio “Clark Kent” Marino alla batteria. Nella formazione anche due new entry: la chitarra del siciliano, ex Aretuska, Peppe Siracusa e le percussioni di Gennaro De Rosa.

E su tutto, infine, ci sono le canzoni, la musica, i testi, attuali, attualissimi e per questo conosciuti, amati e cantati a memoria dai giovani, spesso giovanissimi, del pubblico accorso a garantire il tutto esaurito al concerto, a testimonianza che il “messaggio” dei 99, nonostante il lunghissimo silenzio dalla loro ultima esibizione, è più vivo che mai e che brani come ”Salario garantito”, “Vulesse”, “La gatta mammona”, “Odio”, “Rigurgito antifascista” trovano, purtroppo, piena cittadinanza anche in questa Italia di oggi, un paese sempre più “piccolo” e in emergenza economica e sociale, dove politiche repressive, intolleranza e razzismo si mescolano giorno dopo giorno in un mix davvero esplosivo.

Il concerto regala una serie di altri cavalli di battaglia del gruppo, da “Avrei voluto conoscervi” a “Children ov babilon”, da “S’addà appiccià” a “O’ documento”, passando per la loro “El pueblo unido” e “Povera vita mia”. Non poteva mancare “Napoli”: nella loro città avevano chiuso la loro avventura musicale nel 2002 e da lì sono ripartiti lo scorso settembre, cominciando a inanellare, con un solo inedito, “Italia a mano armata” e senza un disco da promuovere, sold out in tutta Italia, come ai bei tempi di “Curre curre guaglio’” – incoronata da un sondaggio del Mei (Meeting delle etichette indipendenti) miglior canzone indipendente in dialetto degli ultimi venti anni - che trascina e galvanizza il pubblico palermitano.

Sì, i 99 Posse sono tornati, lunga vita a Zulu e compagni.

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