Risate con "L'avvocato è perso" al teatro Don Bosco di Catania

Le situazioni paradossali e le vicende grottesche rappresentano dei must di tante trame di opere teatrali. Su un palcoscenico può davvero succedere di tutto: lo sa bene Salvatore Sottile, brillante autore catanese, che con la commedia “L’avvocato è perso” propone un surreale legale, Garofano Perso, il cui successo professionale è legato alla soccombenza nelle cause che gli strampalati clienti gli affidano. Ed è proprio con la divertente pièce in due atti che la compagnia “Teatro a Tre Alterazione” ha alzato il sipario nello scorso week end, al teatro Don Bosco di Catania, sul nuovo cartellone, curato dalla direzione artistica di Melina Distefano. Nel ruolo dell’avvocato penalista si è cimentato lo stesso Sottile, che ha curato anche la regia dello spettacolo, proponendo un personaggio sui generis ma ricco di umanità. Tra il campionario di clienti che affida le proprie sorti al professionista si distinguono Gaetano Scaduto (Santi Cavallaro) e Domenico (Toti Finocchiaro) ma soprattutto Carmelo Lanzafame (Giovanni Puglisi), contento di finire in galera pur di non andare a vivere a casa della suocera insieme alla moglie. Ma l’avvocato, oltre che con codici e pandette, ha il suo bel da fare anche con la moglie Margherita (Gisella Nicolosi), con il figlio Albino (Antonio Parisi), apparentemente poco “interessato” al gentil sesso, con la figlia “ritrovata” Angela (Giusy Bruno), con nonno Ercole (Orazio Torrisi), latin lover di brancatiana memoria, con la voluttuosa segretaria Serena (Annalisa Parisi). Un susseguirsi di equivoci ed esilaranti colpi di scena che ha regalato ampie risate e buon umore al pubblico intervenuto, con “riflessione” finale sulla vita e sui rapporti umani affidata al commercialista Tino Sardo (Tino Mazzaglia).

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