San Cono: presentato libro "Tra cielo e terra"

Riscoprire il passato, il tempo che fu, per meglio comprendere il presente e, perché no, cercare di delineare i possibili scenari futuri. Valorizzando, soprattutto, le peculiarità del territorio di appartenenza, fornendo spunti di riflessione e di dibattito. La presentazione ufficiale del libro del giovane studioso sanconese Vincenzo Firrarello “Tra Cielo e Terra. L’aeroporto di Santo Pietro -Caltagirone (1937-1942)”, edito da Genius Loci di Ragusa, avvenuta nei giorni scorsi nei locali del Centro polifunzionale del comune di San Cono, ha individuato diversi profili di interesse legati all’area del calatino. Oltre all’autore, hanno partecipato all’incontro due relatori: Alfio Caruso, ricercatore di storia postbellica, e Adriano Falsone, avvocato di Gela.
Il libro, frutto delle certosine ricerche svolte dall’autore (sottufficiale dell’aeronautica a Sigonella), ripercorre le tappe relative alla costruzione ed al funzionamento dell’aeroporto ubicato a Caltagirone, nella zona di Santo Pietro, utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Spulciando i documenti reperiti negli archivi dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, l’autore ha ricostruito gli eventi legati, a far data dal 1937, all’attività del Podestà di Caltagirone, Gravina, e delle autorità militari per individuare una località adatta all’attività aviatoria. Al culmine delle analisi del territorio e dei sopralluoghi, la scelta cadde sulle terre demaniali, in quei luoghi in cui, anni prima, sarebbe dovuta nascere la città di Mussolinia.
Con dovizia di particolari e grande rigore storico, Firrarello ricostruisce le varie fasi relative all’operatività dell’infrastruttura, prima chiamata Campo N. 37, destinata ad accogliere i Reparti della Luftwaffe che la impiegarono da febbraio ad aprile del 1942, poi utilizzata dai reparti di volo italiani, a seguito della partenza dei tedeschi, e chiamata Regio Aeroporto 504.
Ed è proprio grazie a tale base che fu garantita l’operatività del 2° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, uno dei fiori all’occhiello della Regia Aeronautica, richiamato dall’Africa Settentrionale per il passaggio a dei caccia di nuova concezione, i “Reggiane 2001” che furono impiegati per la prima volta, in scenari di guerra, a Santo Pietro. E Mussolini, atterrando a Santo Pietro con un velivolo dallo stesso pilotato, il 24 giugno del ’42, si congratulò personalmente con i piloti italiani che si erano distinti nella battaglia di Mezzo Giugno.
I due relatori, nei loro interventi, hanno sottolineato tanto il rigore scientifico e l’onestà intellettuale con cui Firrarello ha condotto la ricerca storica, rivelando aspetti inediti e sconosciuti, tanto l’aspetto umano che pervade le pagine in cui si parla dei militari impegnati in azioni di guerra pericolose. “Il titolo “Tra cielo e terra” rappresenta, in sintesi, le due parti in cui è diviso il libro, - ha evidenziato l’autore - la prima parte dedicata alle terre demaniali e private su cui fu costruito l’aeroporto, la seconda relativa alle operazioni belliche compiute dagli aerei nel cielo di questo territorio”. L’evento si è concluso con l’intervento del sindaco Salvatore Barbera che ha espresso la sua soddisfazione per “il lavoro svolto con passione e con un linguaggio scientifico e, allo stesso tempo, semplice e comprensibile”.

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