Alcool, informazione preventiva nei locali

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha dato attuazione con decreto all’art. 6, commi 2 e 4, del decreto - legge 3 agosto 2007 n. 117, convertito in legge con modificazioni dall’art. 1 della legge 2 ottobre 2007 n. 160.

Il decreto in questione impone l’obbligo per il titolare o gestore del locale di esporre all’entrata, all’interno ed all’uscita dei locali le tabelle che specificano sia quali sono i sintomi da intossicazione alcolica sia i quantitativi degli alcolici più diffusi la cui ingestione può determinare il superamento del limite consentito di tasso alcolemico.

Ancora una volta il legislatore punta sulla obbligatorietà dell'informazione, rivolta a titolari o gestori commerciali, tendente a prevenire il fenomeno degli incidenti stradali causato dallo stato di ebbrezza, e in aumento negli ultimi anni.

Si tratta di un'informazione dettagliata destinata ai clienti, che elenchi di ogni bevanda il grado alcolico e gli effetti su uomini e donne in base al peso corporeo.

Un'informazione che fungerebbe da deterrente per coloro i quali, colti in stato di ebbrezza alla guida di un auto, fanno leva sulla mancata informazione degli effetti delle bevande ingerite, per giustificare la propria condotta. Un motivo chiaramente poco giustificabile, tanto più adesso, alla luce della succitata normativa.

Il decreto indirettamente attribuisce nuova ratio, fondata su moralità e magnanimità, a una punizione già giuridicamente prevista per chi guida in stato di ebbrezza.

Le tabelle dovranno essere esposte entro il 23 settembre 2008.
Qualora non si ottemperi a tale obbligo è prevista la chiusura del locale da 7 a 30 giorni.

CRITICHE DALLA FIBE E DAL SILB
Ed è polemica da parte della Fibe e del Silb
“La troppa genericità e la troppa sommarietà delle indicazioni contenute sulle tabelle per i tassi alcolemici le rendono inapplicabili. Per questo abbiamo già scritto al ministero del Lavoro, della Salute e della Politiche Sociali, chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento o almeno una proroga di 60 giorni della sua entrata in vigore”.
Dario Pistorio presidente regionale della FIPE e Tony Messina presidente provinciale del SILB commentano infatti così il decreto con cui si impone ai locali che effettuano intrattenimento di esporre entro il 23 settembre una cartellonistica che indica le quantità di alcol per non superare il limite massimo consentito e descrive i sintomi da intossicazione.

Secondo il SILB e la FIPE Confcommercio la cartellonistica è inadeguata, perché non riesce a fornire informazioni attendibili ai consumatori. Per esempio nei casi in cui la birra viene servita alla spina (casistica non riportata sulle tabelle) diventa estremamente difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso dicasi per i cocktail, la cui percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore.

“Esiste un altro problema che non è da poco – concludono Pistorio e Messina – perché la scadenza immediata con cui si impone ai locali l’esposizione dei cartelli non tiene in considerazione dei tempi per la stampa e la distribuzione, quindi molti locali potrebbero trovarsi, loro malgrado, ad incappare nella sanzione sproporzionata della chiusura da sette a trenta giorni”.

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