Catania, Giudice di Pace condanna Telecom

Il CODACONS, rappresentato dal Segretario Nazionale Francesco Tanasi, che ha assistito con il proprio legale l’avvocato Floriana Pisani un consumatore, ha ottenuto dal Giudice di Pace di Acireale una condanna della compagnia telefonica in materia di dialer e di servizi imposti dalla Telecom in via unilaterale.

La pronuncia del Giudice di Pace ha riguardato l’imposizione di servizi in via unilaterale: quei servizi cioè che siano stati attivati in assenza di una esplicita richiesta dell’abbonato, nel caso specifico il servizio Hellò Sempre.

Il Giudice ha chiarito che poco importa che l'utente abbia usufruito dei benefici (anche economici) del servizio perché "non è comunque tollerabile che la Telecom, senza specifica richiesta possa pretendere dagli utenti un facere (“pagamento di una modica somma mensile”) in aperta violazione delle più elementari regole di libertà nella contrattazione nella sfera del privato".

Cosicché la Telecom è stata condannata al rimborso delle spese relative al servizio Hellò Sempre, in uno alle somme relative all'anticipo conversazioni, costo noleggi e per cessazione d'utenza.

"La sentenza- commenta Tanasi - ottenuta dal Codacons, però, si spinge oltre"

Esemplare appare infatti l’annullamento delle fatture inerenti telefonate internazionali mai volute né effettuate dall’abbonato.

La vicenda, che ha coinvolto nel tempo tantissimi utenti, riguarda il tristemente noto fenomeno dei “dialer”: programmi che indirizzano la connessione, a insaputa dell’utente, verso numeri a pagamento.

L’inerzia della Telecom di fronte alle reiterate richieste dell’utente, relative al blocco immediato delle chiamate verso numerazioni speciali, ha convinto il Giudice di Pace ad annullare i conti telefonici inerenti le bollette conteggianti le connessioni Internet a pagamento e a condannare la società al risarcimento del danno contrattuale subito dall’utente per violazione dei doveri di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto da parte della Telecom medesima.

Nessuna tutela della privacy può essere addotta dalle società di telefonia laddove vengano richiesti i tabulati telefonici o altra documentazione inerente l’utenza.

Ed invero, il Giudice ha chiarito che grava sulla Telecom l’onere di produrre in giudizio copia dei tabulati telefonici ed ogni altra documentazione inerente al rapporto contrattuale di riferimento.

Cos'è un dialer

Un dialer è un programma che altera i parametri della vostra connessione a Internet, cambiandone soprattutto il numero telefonico e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi come il costosissimo 899 (in Italia) o prefissi internazionali, dove parte di quello che si paga per la telefonata viene girato dall'operatore telefonico (Telecom Italia, Albacom, eccetera) a una terza persona o società: quella che appunto dissemina i dialer.

Il dialer sarebbe di per sé uno strumento lecito del commercio via Internet. Per esempio, una società potrebbe usarlo per offrire consulenze o informazioni per telefono e farsi pagare per questi servizi direttamente tramite la bolletta del chiamante, senza dover scomodare carte di credito, fatture e quant'altro. Purtroppo, però, questo strumento viene abusato, nel senso che viene offerto spessissimo in modo disonesto, ossia facendo di tutto per nascondere i veri costi di connessione.

Se il programma si comportasse onestamente, dichiarando in modo non ambiguo quanto costa il servizio, il meccanismo sarebbe perfettamente accettabile: il consumatore inequivocabilmente avvisato che decide consapevolmente di pagare anche centoquaranta euro l'ora per ricette, musica, suonerie o donnine (sono questi, principalmente, i servizi offerti tramite i dialer), ha il sacrosanto diritto di farlo (i soldi sono i suoi e ci fa quel che gli pare). L'unica eccezione è costituita dai servizi a carattere erotico e pornografico su numerazione 166, 144 e 899, che sono vietati dalla legge italiana, come descritto più avanti.

Purtroppo la maggior parte dei dialer è confezionata in modo ingannevole. Il costo finisce per essere nascosto dietro giri di parole come "0,041 euro al secondo", che non rendono affatto l'idea che si tratta di due euro e passa al minuto.

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