Lavoratori "atipici"

Flessibilità: è questa la parola d’ordine che caratterizza gli attuali scenari nel mondo del lavoro. Soprattutto con riferimento alla nuove generazioni che si affacciano con grande difficoltà su un palcoscenico ricco di insidie. In molti paesi europei sin dalla metà degli anni Ottanta si è registrato un significativo incremento di tipologie di lavoro temporanee ed atipiche, alternative alle forme (più stabili) sviluppatesi nei decenni precedenti.

Dati alla mano, i lavoratori atipici sono solitamente pagati meno e sono più esposti ai rischi di perdita del lavoro. Non sempre i sistemi di welfare europei riescono a proteggere a dovere queste nuove tipologie di lavoratori, più esposti al rischio povertà e disoccupazione.

Cosa succede in Italia? A delineare l’odierno scenario in materia è Lorenzo Giasanti con l’opera “Lavoro subordinato non standard”, edito da Ediesse (www.ediesseonline.it). L’autore affronta i profili legati alla tematica ed il loro impatto sulla società italiana, evidenziando gli aspetti giuridici e le misure di welfare adottate dallo Stato. Vengono quindi passati in rassegna i “tipici” contratti di lavoro a tempo determinato, di lavoro part - time, di lavoro somministrato, il sistema di protezione sociale.

Il libro propone anche alcune progettualità tese a tutelare in maniera effettiva le categorie di lavoratori più deboli.

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