SiciliaToday
Crisi, in Sicilia diminuiscono i redditi e aumenta la disoccupazione
Mar 10, 2010 - 2:20:28 PM

In un’Italia in crisi, come dimostrano anche le ultime previsioni Istat sul Pil 2009 (-5,1), la Sicilia e’ tra le regioni che pagano i prezzi piu’ alti in termini di produzione di ricchezza, di reddito disponibile, di occupazione.

Il Pil nel 2008, anno in cui e’ cominciata la crisi nel paese viaggiava su -1%, in Sicilia invece su - 1,1%.

Anche gli occupati nel 2008 sono diminuiti in maniera piu’ consistente nell’isola (-0,7 contro -0,1). Mentre il reddito disponibile delle famiglie siciliane, al netto dell’imposizione fiscale, fatta 100 la media nazionale, si e’ attestato a 71,4, quasi trenta punti in meno.

A fare il quadro delle ricadute della crisi nel paese e in Sicilia e’ la Cgil in uno studio dell’Ires presentato oggi in una conferenza stampa. Assieme all’analisi le proposte del sindacato per “un fisco piu’ giusto e per sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione” che saranno al centro venerdi’ 12 dello sciopero generale proclamato dalla Cgil su scala nazionale con manifestazioni nelle principali citta’.

"Uno sciopero - ha sottolineato Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana - che e’ anche all’indirizzo del governo regionale al quale sollecitiamo un piano contro la poverta’ e un progetto di politica industriale”.

"Sono queste - ha continuato la Maggio le questioni che riteniamo prioritarie in una Sicilia in cui la poverta’ relativa viaggia intorno al 50%, nella quale tra il 2008 e il 2009 (primo trimestre) sono andati perduti 58 mila posti di lavoro (8 mila nell’agricoltura, 29 mila nell’industria, 19 mila nel commercio)”.

Sull’industria la segretaria della Cgil ha rilevato che 'in 7 anni e’ stato cancellato ¼ del valore aggiunto dato da questo settore se calcoliamo che c’e’ stato un calo del manifatturiero del 24% e delle costruzioni del 22%'.

"Tutto cio’ mentre sono diminuiti gli occupati (da 44,3% a 43% il tasso), e’ cresciuta la disoccupazione (da 13,1 a 13,3) e le ore di cassa integrazione sono triplicate”.

E se, come rivela lo studio dell’Ires, illustrato da Riccardo Zelinotti, del dipartimento politiche economiche della Cgil nazionale, i salari hanno potuto contare nel 2009 di un aumento netto reale mensile di 9,99 euro, si capisce come i redditi dei lavoratori cassintegrati abbiano subito un tracollo.

“In una crisi che ha riguardato tutti - ha specificato Zelinotti - e’ il potere d’acquisto dei redditi di impiegati e pensionati a risultare piu’ colpito”.

Zelinotti ha peraltro specificato che secondo le previsioni del sindacato “la ripresa nel nostro paese sara’ lenta, l’Italia tornera’ a crescere solo nel 2016 mentre il tasso di disoccupazione tornera’ ai livelli del 2007 solo nel 2018”.

A fronte di tutto cio’ c’e’ “una riforma del governo che - rileva la Cgil - concentra i benefici sui redditi piu’ alti e favorisce soprattutto il Nord ( un dirigente avrebbe un beneficio 8 volte superiore a quello di un impiegato, 15 volte superiore a quello di un pensionato e 36 volte superiore a quello di un operaio). La Cgil invece propone di ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati con un bonus di 500 euro entro la primavera e, strutturalmente , con la diminuzione delle tasse di 100 euro mensili per i prossimi 3 anni"

Il sindacato propone anche la riduzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20% e rilancia sulla necessita’ di combattere l’evasione fiscale. Venerdi’, in occasione dello sciopero generale, si terranno manifestazioni nelle citta’ capoluogo della Sicilia. A Palermo la manifestazione sara’ alle 9.30 al teatro Al Massimo.