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Camera di commercio, in un anno scomparse nel catanese 869 aziende

Sono 869 le botteghe catanesi che non compaiono più nell'albo delle imprese artigiane iscritte alla Camera di Commercio etnea.

In un anno, le aziende catanesi dal 2010 al 2011, sono passate da 19.620 a 18.751: lo rileva uno studio della Camera di Commercio di Catania, sui dati della Commissione provinciale per l’artigianato.

«Alcuni dei motivi - spiega il presidente della commissione Diego Bonaccorso - sono la mancanza di credito da parte delle banche, che hanno stretto la cinghia, e la difficoltà a reperire fondi sia pubblici che privati. Basti pensare che la Crias (la Cassa Regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane) ha 14 mesi di ritardo, e che il sistema fiscale è ormai insostenibile. E' un danno per lo sviluppo e per l'occupazione».

Le situazioni più gravi si riscontrano nella manifattura, nei lavori edili, nei servizi in genere ma anche nelle comunicazioni. L'unico dato positivo riguarda una sola impresa in più nel settore della fornitura di acqua e reti fognarie.

«C'è da considere - aggiunge il dirigente camerale Nicolò Petrone - la trasformazione da ditte individuali, e le imprese giovanili che a volte hanno difficoltà a restare sul mercato».

«Il calo - sottolinea il presidente della Camera di Commercio Pietro Agen - non è relativo solo all’effettiva chiusura di botteghe, ma anche all’improvvido passo indietro di alcuni operatori che hanno scelto di continuare a lavorare sì, ma in nero».

Un grido d'allarme che ha spinto i rappresentanti della commissione a chiedere un incontro con le associazioni di categoria e con Provincia e Regione.

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