Caccia, in Sicilia al via il 1 settembre

PALERMO - L’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, ha firmato il decreto che regolamenta la caccia in Sicilia per la stagione 2008/2009. La stagione venatoria inizierà l’1 settembre per terminare il 31 gennaio. Per quanto riguarda le Zps, le Zone di protezione speciale, invece, si applicano i criteri stabiliti del decreto del ministero dell’Ambiente del 17 ottobre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 258 del 6 novembre 2007.

“Abbiamo ascoltato - spiega l’assessore La Via - le istanze di tutte le associazioni, accogliendo anche alcune proposte per la tutela di diverse specie. Penso che abbiamo raggiunto un buon compromesso, che rappresenta la sintesi delle varie parti in causa”.

All’inizio, comunque, sarà consentito sparare solamente ad alcune specie. Il decreto dell’assessore, infatti, pur anticipando l’apertura al primo settembre, pone delle limitazioni. Si potranno cacciare solamente: conigli selvatici, tortore e merli (fino all’11 dicembre), e colombacci (fino all’11 gennaio). Dal 14 settembre (fino al 16 novembre), invece, si potrà sparare anche alle quaglie.

Dal 21 settembre via libera anche per tutta una serie di uccelli (alzavola, beccaccino, canapiglia, cesena, codone fischione, folaga, gallinella d’acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, tordo bottaccio, tordo sassello) e mammiferi (volpe). Il fagiano potrà essere cacciato solo nelle aziende faunistico-venatorie e agro-venatorie. Nell’ambito territoriale di caccia Trapani 2 (che comprende i comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Partanna, Petrosino, Poggioreale, Salaparuta, Salemi e Santa Ninfa) alcune specie di anatidi (alzavola, canapiglia, codone, fischione, germano reale, mestolone, moretta, moriglione) potranno essere cacciate solamente dall’1 novembre.

Per la lepre italica bisognerà aspettare il 13 ottobre (fino al 23 novembre), per l’allodola il 19 ottobre (fino al 31 dicembre), per beccaccia e cinghiale fino all’1 novembre. In particolare per la caccia al cinghiale in battuta, per la quale sarà emanato un apposito provvedimento entro l’1 ottobre, è consentita solo un giorno a settimana (lunedì, mercoledì o giovedì) e nel periodo dall’1 al 31 gennaio, in caso di ausilio di cani, sarà necessaria l’autorizzazione della ripartizione faunistico venatoria e ambientale competente per territorio.
La caccia sarà consentita solo nei giorni di sabato e domenica e, a scelta del cacciatore, lunedì, mercoledì o giovedì. Divieto assoluto di utilizzare i pallini di piombo in tutte le zone umide della Regione. Per quanto riguarda l’uso del furetto è vietato in tutto il territorio delle province di Enna, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa, per la caccia al coniglio selvatico è consentito l’uso, solo nel periodo dall’1 settembre all’11 dicembre, nelle province di Agrigento, Caltanissetta (ad esclusione del comune di Mazzarino), Catania (tranne nel comune di Mineo) e Trapani (con alcune limitazioni nella zona di Marsala).

Per tutta la stagione venatoria, ogni cacciatore potrà “sparare” al massimo per 28 giornate così divise: 14 giornate (dall’1 settembre al 16 novembre) e 14 (dal 17 novembre al 31 gennaio 2009). Per ogni giornata il cacciatore non potrà abbattere più di 15 capi di selvaggina. I cacciatori residenti in Sicilia sono autorizzati a cacciare nell’ambito del territoriale di caccia di residenza e negli ambiti territoriali nei quali sono stati ammessi. Per la sola selvaggia migratoria la caccia è ammessa in massimo 4 ambiti territoriali. Nelle isole di Favignana, Marettimo e Levanzo la caccia alla selvaggina migratoria sarà consentita, ai cacciatori non residenti, a partire dall’11 ottobre.
Il calendario venatorio individua 23 ambiti territoriali di caccia: 4 a Trapani, 3 ad Agrigento, Messina e Palermo, 2 a Caltanissetta, Catania, Enna, Ragusa e Siracusa

BONFANTI (LAV): “UN ABERRANTE ATTACCO ALLA NATURA
“Con il decreto dell’Assessore La Via per la Sicilia si preannuncia una stagione venatoria sanguinaria – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile “fauna” della LAV Sicilia-: questo provvedimento rappresenta un aberrante attacco alla natura; basti solo pensare che, secondo il calendario assessoriale, ogni cacciatore potrà uccidere 15 animali al giorno, ovvero 795mila (!) animali al giorno per l’insieme delle doppiette siciliane”.

“Con la drammatica situazione ambientale in atto (incendi, siccità, inquinamento, rarefazione delle popolazioni selvatiche, ecc.) la Regione non ha avuto il buonsenso né di sospendere la caccia né di approvare quei correttivi alle norme regionali a tutela del patrimonio faunistico – ricorda Bonfanti - come proposto dalla LAV da anni con continui appelli del tutto ignorati dall’Assessore La Via, che ha anche cancellato quelle innovazioni positive introdotte a suo tempo dall’ex Assessore on. Giuseppe Castiglione, oggi presidente della Provincia di Catania”.

Secondo la LAV il calendario approvato oggi è figlio di quella politica estremista “filodoppiette” finora attuata dalla Regione: norme troppo permissive che consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore può entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842 del codice civile). In Sicilia si può sparare 5 giorni a settimana da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, quindi in condizioni di visibilità precarie.

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