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Cappello

Moda estate 2008, un Capo per la testa

Forse ci siamo. E’finalmente arrivato il momento di ripararsi dal sole.

Quest’anno la moda decide di puntare dritto in testa. Prende così la mira e, piuttosto che premere il grilletto, molla la presa per cedere l’arma e prostrarsi ai suoi piedi. Dopo aver scorto il capo con occhio fino ad allora distratto, propone la sua protezione per ripararlo da un sole che ancora non vuol proprio saperne di farci denudare.

Dopo tutte le insolazioni beccate nelle scorse stagioni, caratterizzate dalle temperature elevate e dal sole bollente, gli stilisti, come chi mette l’antifurto dopo aver subito la rapina, scoprono che le nostre delicate teste hanno bisogno di essere protette. Un ritardo della moda, perché questa sarà, ad avviso dei più, un’estate fresca e indulgente.

Bandane, foulards, enormi fasce ma soprattutto cappelli in tutte i modelli e in tutti gli stili, le nostre teste saranno coperte di giorno, nelle incantevoli spiagge italiane affollate di capi vestiti e corpi svestiti, e anche di notte, nelle grandi e appassionanti serate estive.

Quello per il capo è l’accessorio che più di ogni altro dirige lo stile dell’abbigliamento e ne detta le regole.
Così in realtà la moda segue per la prima volta la scienza del corpo umano e lo fa perché vuol lasciare che il capo ritorni al comando, prendendo atto della sua supremazia.

Più che una necessità fisica e salutare, la tendenza vuol quindi ridare alle donne l’orgoglio di far notare la propria intraprendenza e il proprio intelletto. Risponde così a quei luoghi comuni che attribuiscono alla bellezza femminile, e alla cura per il proprio corpo, il poco cervello come andassero indiscutibilmente in una stessa direzione. Inversamente proporzionali.

La moda sottolinea dunque l’importanza della testa e vestendo la sua forma dà un primo indizio sulla materia: la sorprendente presenza dell’intelligenza.

Prima il capo dunque con il suo carattere, il suo mistero, il suo fascino e il suo spiccato intuito, proprio quello che riuscirà a capire, senza eccessivi sforzi, cosa mettere accanto al cappello a cloche, (alla Virginia Wolf) o a quello a falda larga o addirittura se indossare insieme al cappello da texano un camicia a quadri o una tschirt con bretelle annesse per un sicilian/country.

Il fascino del cappello non sarà mai messo in discussione perché aggiunge eleganza ad eleganza, allegria ad allegria, estro ad estro.

E per non contraddire l’epoca della malinconia e del mitizzato passato, la presenza del cappello rimarca con il suo tocco, esibizionista ma pur sempre raffinato, il ricordo, riuscendo addirittura nell’impresa di far dimenticare che il passato è passato, rendendo il passato presente.

Così Borsalino, il nome invidiato in tutto il mondo in fatto di cappelli, propone lo stiloso "panama", il leggendario cappello bianco con fascia nera, beige o avorio, sfoggiato dai divi da sempre, in omaggio al gusto retrò/chic tipico degli anni '30-'40, alla Humphrey Bogart di Casablanca.

E’ lo stesso Borsalino, capostipite dei cappelli, che quest’anno celebra i 150 anni e propone i nuovi modelli da donna.

John Galliano poi, ricorda gli stessi anni, ‘30 e ‘40, presentando i piccoli cappellini con la veletta.
Jean Paul Gaultier consiglia invece il cappello da pirata mentre Marni ricorda le incantevoli e deliziose cuffie con i fiori degli anni ‘50.
Alexander Mc Queen si stacca invece dal tempo e sposta l’attenzione sullo spazio, quello visibile in ogni parte del mondo, la natura. Così le rende omaggio con farfalle e piume. Fa la stessa cosa Oscar de la Renta puntando però sullo stile etnico, con cappelli di paglia dai colori dell’Africa. Ralph Lauren propone il tipico cappello da Polo mentre Rodarte torna agli anni ‘70 con i suoi cappelli a testa larga da diva.

Anche questa volta insomma la moda riesce a sorprendere inventando tramite la reinterpretazione di epoche e culture, lanciando opinioni e dando risposte a una società che eppure riesce a esprimere con arte.

A voi donne, non resta che far della moda una vostra interpretazione, esprimendo le vostre risposte e opinioni per lanciare una tendenza, quella dettata dalla vostra mente, quella di voi stesse, che fa della testa il capo, perché se sotto il vestito, ancora una volta, può essere niente, sotto il cappello… è tutto

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