Ricerca degli omonimi, da oggi è facile e diventa una moda sul web

Quanti al mondo hanno il nostro stesso nome?
Chissà quante volte è capitato di trovare sull’elenco telefonico, per caso, un omonimo ed è venuta voglia di alzare la cornetta e comporre il numero come fosse una chiamata ad un parente.
Oggi il caso si cerca sul web. E la ricerca del gemello di nome diventa una vera e propria moda, battezzata come la moda dei
”Googlegängers” (neologismo decretato dall'American Dialect Society il più creativo coniato lo scorso anno).

Quante altre volte, ancora, è capitato di conoscere qualcuno che compie gli anni il nostro stesso giorno e sentire come una sorta d’intesa con questi, come se avesse qualcosa di uguale a noi, come se capisse “di che pasta siamo fatti veramente”.

Trovare l’omonimo dà la stessa, se non ancor più forte, sensazione. E’ la ricerca di quel gemello che non abbiamo mai avuto e secondo gli psicologi è addirittura una sorta di attrazione verso chi, in qualche modo, può somigliarci e… la somiglianza è addirittura certificata.
Aggiungiamo noi che, non solo chi trova, ma addirittura già chi si attiva per la ricerca del proprio omonimo, cerca una sorta di condivisione che confermi la propria particolarità, la propria unicità o addirittura la propria superiorità. Autostima pura.

Il dottor Pelham, scrittore e ricercatore della Gallup Organization, parla di “egotismo innato”.
E’ una teoria simile a quella “dell’effetto lettera del nome”, secondo cui l’uomo tenderebbe a prediligere inconsciamente le lettere dell’alfabeto contenute nel proprio nome, in particolar modo quelle iniziali.
E la teoria sembrerebbe aver trovato conferma nelle statistiche condotte durante la campagna elettorale del 2000, negli Stati Uniti.
Secondo le statistiche, infatti, la maggior parte degli elettori, il cui nome o cognome iniziava per B hanno votato Busch, mentre quelle il cui nome iniziava per G hanno preferito Gore.

Ed è proprio negli Stati Uniti , la terra del web, che la moda del Google Twins prende piede. Fra i più furbi, la scrittrice Angela Shelton, che capitalizza il fenomeno e ne scrive addirittura un libro. Digitare il proprio nome e incontrare le proprie Googlegängers significherà per lei digitare un intero romanzo che racconta proprio dell’incontro con le sue omonime.

Ma per noi, umani italiani, l'omonimia sul web serve solo a non poter inserire il proprio nome nell’user di posta elettronica, perché è già occupato e serve ad aggiungervi, amaramente, un numero sperando di trovar libero l’anno di nascita perchè, in caso contrario, sarebbe troppo!
E ancora poveri i Giovanni Verga o i Giuseppe Garibaldi che mai proveranno la brezza di ritrovarsi primi sui motori di ricerca.

Se volete trovare anche voi altre identità col vostro stesso nome, oltre a Google, primario strumento per l’ego surfing, esitono in rete altri siti dedicati alla ricerca di Googlegängers: dalle pagine di SameNameAsMe ai gruppi di Facebook, dove si sono riuniti 1.224 Mohammed Hassan.

E se non trovate il vostro omonimo non buttatevi a terra, siete veramente unici al mondo

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