Expobit, presentate le innovazioni del Centro Ricerche Rai
All'Expobit era anche presente lo stand della Rai, dove abbiamo osservato una dimostrazione di un nuovo decoder sperimentale del Centro Ricerche Rai che sarà diffuso nei prossimi anni. “Quello che vedete è un decoder ibrido. Cosa significa questo? Che riceve il segnale sia dall'antenna come per i soliti decoder digitale terrestre che dalla rete internet tramite cavo LAN” spiega Francesco Russo, Centro Ricerche Rai. “Ciò apre per l'utente e per la Rai delle prospettive totalmente nuove perché c'è la possibilità di offrire un'offerta molto più ampia, in quanto, accanto ai canali del digitale terrestre, gli utenti potranno vedere dei canali on demand che l'utente può selezionare e vedere in qualsiasi momento preferisca”.
Alla nostra domanda se basta una normale connessione ADSL casalinga per ricevere il segnale, Marco Torrelli di Strategia Tecnologica Rai risponde: “Un semplice abbonamento ADSL consentirà all'utente di usufruire di questo servizio senza che si faccia un abbonamento aggiuntivo con i provider di rete. I provider, inoltre, non offrono il decoder, ma solo a pagamento il segnale digitale terrestre tramite internet. In aggiunta alla possibilità che la Rai offre di ricevere il segnale digitale terrestre gratuitamente grazie a questo decoder dalla normale connessione ADSL, ciò che si pensa di fare è mettere a disposizione dell'utente tutta la programmazione che è stata trasmessa, ad esempio, durante tutta la settimana o nell'ultimo mese. Che sia mese o settimana o altro periodo, comunque, sarà una scelta che starà all'azienda valutare. Quindi l'utente avrà l'opportunità di scegliersi il proprio contenuto e crearsi un vero e proprio palinsesto. Nel caso, ad esempio, in cui l'utente si sia dimenticato o non abbia potuto vedere una fiction, un programma, tanto per portare degli esempi, col telecomando potrà accedere alla parte LAN e visualizzare l'elenco dei programmi in streaming che i server Rai forniranno”.
“Comunque” interviene Russo “oltre quanto detto vi saranno poi altri servizi interattivi” e conclude infine Torrelli: “La diffusione di questo servizio dipenderà da quanto si diffonderà la banda larga e da quanto si riuscirà a creare uno standard unico per questi modem ibridi”.
