Grande Fratello, terza settimana
Siamo solo alla terza settimana di questa decima edizione del GF, ma di intrighi, sentimentali o meno, ce ne sono già moltissimi.
I primi avventurieri sono stati Carmen e Marco. Sin dal secondo giorno si dichiaravano spaventati dalle loro emozioni, ed hanno subito dato il via ad una relazione tanto tenera e precoce nei tempi da sembrarci assolutamente reale. Ma tanto presto è arrivata la passione quanto presto le prime divergenze: lui troppo espansivo, lei gelosa e infastidita. Se al terzo giorno era amore, al quindicesimo è già pausa di riflessione. “Se io rivoglio una cosa la ottengo”dice Marco, “però proprio sono io che non voglio”.
Finalmente Tullio ha trovato il coraggio di parlare chiaramente con la sua Diletta, che non solo lo ha disilluso senza lasciare spiragli di luce, ma non ha nemmeno trattenuto delle mezze risate in confessionale. Mentre lui si amareggia per l’ennesima donna che vuole solo la sua amicizia (che comunque, diamogliene atto, è impossibile da non volere dentro la casa), lei dichiara a Davide, il “barbetta”, di essere interessata a lui…che non sembra dispiacersene! “Potrei essere molto più gatta” asserisce lei, ma si trattiene per non ferire Tullio. Ad essere sinceri le sue potenzialità nascoste di gatta, erano già emerse un po’ in superficie.
Gatta o non gatta è invece stato contestato l’atteggiamento di Mara, prima vicina a Massimo, poi indirizzata sul casto Alberto, e tentatrice di George la notte.
Il triangolo per eccellenza nella casa però è il più divertente: Massimo, Veronica, Mauro.
Massimo parla di sensazioni, profumi e intese con Veronica. Mauro dichiara di provare già dei sentimenti, anche se forse vuole solo rubare il giocattolo al rivale. Veronica, fragile e dalla lacrima facile, è evidentemente attirata dal senso di protezione che le infonde Massimo, che non senza ragione lei soprannomina “il Tir”, ma ha a sua volta un senso di protezione verso Mauro, che solo e soltanto ai suoi occhi appare un bambinone smaliziato e incompreso.
Anche il saggio Gabriele, l’unico che in dieci edizioni ha parlato di dare qualità al tempo nella casa, vede Mauro come un bambinone, ma per il suo modo di discutere: batte i piedi se non è al centro dell’attenzione e mentre gli si parla si distrae come fosse sgridato da una maestra.
La verità è che le sue difficoltà di inserimento sono probabilmente dovute al fatto che chissà, tra i suoi amici magari Mauro sarà davvero un leader. Ma questi leader, cresciuti come tali, mai usciti dal loro microcosmo, non si rapportano affatto bene con le persone reali, che non si scostano automaticamente per metterli sul trono, vittime del loro…come l’ha definito Mauro? Puro fascino!
Serva anche questo di lezione a noi telespettatori: mai smettere di confrontarsi con persone nuove. Bisogna sempre tenersi in allenamento.
