Cassazione, Berlusconi e fantasia…

La Cassazione sollecita una legge a favore delle adozioni ai single. Il Parlamento dovrebbe legiferare su espressa sollecitazione dei giudici consentendo l’adozione dei minori a singoli individui.

Chiaramente ne discenderebbe in via immediata e diretta il diritto soggettivo di ciascuna persona ad adottare senza alcuna discriminazione di sorta, in altre parole si aprirebbe una evidente scorciatoia er l’adozione in favore delle coppie gay. Infatti, i requisiti e le condizioni che una qualunque legge potrà porre per l’adozione ai single, dovrà necessariamente astenersi da discriminazioni omofobe.

Scardinato così il vincolo adozione-famiglia si aprirebbe irrimediabilmente un nuovo sistema, una nuova idea di famiglia, consentitemi, assai pericolosa.

Difatti vi è un diritto inalienabile primario naturale di ciascun bambino: quello di avere un papà di sesso maschile ed una mamma di sesso femminile, e possibilmente dei fratelli che non lascino spazio alla tristezza tanto diffusa dell’amico immaginario.
La nostra società è già abbastanza chiusa alla vita e l’idea di poter adottare un bambino al di fuori di una coppia uomo-donna non fa che acuire questo senso di solitudine, di tristezza, l’opposto della comunione della gioia spesso caotica, talvolta drammatica che c’è in quell’istituto in via d’estinzione che è la famiglia.
Di questo i nostri figli percepiscono il fetore, e purtroppo ne pagheranno il conto: perché poi la vita è amore, condivisione, scontro, precarietà…. l’isolamento nella cameretta dorata, con l’amico immaginario ed il cellulare a 6 anni non aiuta ad entrare nella vita, anzi costituisce il presupposto per perpetrare la nostra civiltà fatta di privacy e solitudine.

Nel panorama europeo l’Italia rappresenta certamente una clamorosa eccezione; laddove è la Corte di Cassazione a sollecitare interventi legislativi che nel resto dei paesi occidentali appartengono alla naturale evoluzione dei costumi, al progresso civile.

Basta dare uno sguardo alla Spagna di Zapatero, nazione ultracattolica che nel giro di 7 anni ha rivoluzionato principi e cardini del proprio diritto di famiglia. Si dice che in Italia ciò non sia accaduto per via del Vaticano e di altre sciagure simile.

A mio modo di vedere se nel 1994 l’agone politico italiano fosse stato limitato al confronto tra Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini (immediatamente dopo la svolta di Fiuggi) ed i Progressisti guidati da Achille Occhetto, con il Partito Popolare di Rocco Buttiglione a fare da centro sulle ceneri di una DC rinnegata dal comune sentire, avremmo anticipato di un decennio la strada seguita dalla Spagna del dopo Aznar.

In quella occasione un dittatore da Repubblica delle Banane in un insanabile conflitto di interessi, drago assetato di fanciulle, indagato, concusso, corrotto si è inventato una solida e vincente contrapposizione al dilagare dei filosovietici postcomunisti italiani.

Nel paese occidentale con il maggior partito comunista, il cavaliere ha rappresentato l’unico argine a cinquant’anni di cultura pansovietica, intercettando il consenso di chi con i vari Occhetto, Cossutta, Ingrao non avrebbe mai voluto aver nulla a che fare…

Forse, anche per questo motivo, vi è un elettorato riscontrato dai sondaggi che a dispetto di tutto fa veramente fatica a staccarsi da questo personaggio, non più per la paura del comunismo bensì per la profonda avversione a quella cultura radicale di cui la nostra sinistra risulta erede e depositaria. Perdonatemi la nostra sinistra e Gianfranco Fini …

Si tratta evidentemente di politica, di idee, di visioni della vita, discutibili e soggettive.

Chi è nostalgico del governo Prodi, di Pecoraro Scanio, di Nichi Vendola, di Oliviero Diliberto, non tema, sta tornando la fantasia al potere: la Santa Alleanza uno schieramento che va da Gianfranco Fini sino al governatore della Puglia: ce ne’è bisogno, in un paese in emergenza democratica…

Per ora è fantasia… io spero non giunga mai al potere

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