Intolleranza religiosa
Nel messaggio per la celebrazione della XLIV Giornata Mondiale della Pace il 1 gennaio 2011, intitolato “Libertà religiosa, via per la pace”, Benedetto XVI affronta il tema dell’intolleranza religiosa.
Il Pontefice afferma che «il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità. Entrambe, infatti, assolutizzano una visione riduttiva e parziale della persona umana, favorendo, nel primo caso, forme di integralismo religioso e, nel secondo, di razionalismo».
Benedetto XVI si sofferma poi sulle numerose persecuzioni ad oggi in atto nei confronti delle minoranze cristiane soprattutto in Asia ed in Africa. Una realtà assai diffusa e spesso, troppo spesso sottaciuta dai media. I cristiani perseguitati e privati dei diritti fondamentali della persona, nella migliore delle ipotesi appaiono fugacemente tra le news di minore rilevanza.
Tuttavia, il Vescovo di Roma, va oltre e punta il dito contro le forme, sempre più presenti in occidente, di intolleranza religiosa di stampo laicista.
«Vi sono poi - come ho già affermato - forme più sofisticate di ostilità contro la religione, che nei Paesi occidentali si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l’identità e la cultura della maggioranza dei cittadini. Esse fomentano spesso l’odio e il pregiudizio e non sono coerenti con una visione serena ed equilibrata del pluralismo e della laicità delle istituzioni, senza contare che le nuove generazioni rischiano di non entrare in contatto con il prezioso patrimonio spirituale dei loro Paesi.»
Come dare torto al Santo Padre? Esistono un odio ed un pregiudizio, un rinnegamento della storia e dei simboli religiosi.
NELLE SCUOLE PRESEPI ASSENTI SOSTITUITI DALLA FESTA DEL NULLA
Qualche sintomo di questo clima lo si rileva ormai nella piccole esperienze di vita quotidiana; lo commentavamo in questi giorni con alcuni genitori riguardo il Natale in molte scuole (per fortuna non in tutte!): presepi assenti, canti natalizi tradizionali banditi, la parola Gesù abolita, tutto sostituito da una marmellatosa ed anonima festa del nulla con canzoncine pop inneggianti a fantomatiche “stelline del cielo, all’arcobaleno, diamoci la mano, volemose bene”.
Effettivamente se, come è evidente, il livore anticattolico è sentimento assai diffuso, non se ne riescono a comprenderne le motivazioni razionali, e con il passar del tempo prendo atto che si tratta di un moto istintivo dell’animo umano, anche abbastanza violento; chissà che affondi le proprie radici nel subconscio al pari dei complessi studiati da antropologi e psicologi.
Il parlare male della chiesa accomuna, fomenta, incita; lo scagliarsi contro ciò che è Cattolico fa moderno, chic, è un’attrazione cui non è semplice resistere.
Basti pensare all’enorme successo accumulato sul niente da Dan Brown, zero indagini sulla storicità delle fonti e tanta, tanta propaganda a buon mercato.
Riguardo i preti pedofili, ed il modo in cui ci è stato presentato questo scandalo, vorrei solamente farvi riflettere con un breve stralcio tratto da “Anglicani e pedofilia. Una storia di travi e pagliuzze” di Massimo Introvigne (www.cesnur.org).
«Secondo il sociologo Philip Jenkins, uno dei maggiori studiosi mondiali della questione degli abusi pedofili, il tasso di sacerdoti condannati per abusi su minori a seconda delle aree geografiche varia dallo 0,2 all’1,7% del totale, mentre per i ministri protestanti va dal 2 al 3%. Un rapporto del 2002 di un’agenzia protestante americana, Christian Ministry Resources, concludeva che “i cattolici ricevono tutta l’attenzione nei media, ma il problema è maggiore nelle Chiese protestanti” dove le accuse (certo da non confondersi con le condanne) negli Stati Uniti erano arrivate al bel numero di settanta alla settimana. Nella sole congregazioni della Comunione Anglicana i siti specializzati riportano centinaia di casi. (...)»
Lungi dal voler affermare il principio “mal comune mezzo gaudio”, ma, permettetemi: come mai sino ad oggi la Chiesa cattolica e solo essa è stata ingannevolmente dipinta come l’associazione del sopruso, la massima espressione dell’abuso sui minori?
Come mai è stata ricondotta al celibato dei sacerdoti cattolici la piaga della pedofilia, quando i pastori protestanti liberi di sposarsi hanno fatto registrare almeno dieci volte tanto gli abusi compiuti dai presbiteri della Chiesa di Roma?
Questione di intolleranza.
