Reverendo San…toro non siamo protestanti

L’etica protestante riversata nella vita pubblica predica un’integerrima coerenza, una rigida irreprensibilità, non ammette errori: chi sbaglia paga e non c’è riparazione che tenga.
Chiaramente uno scandalo Berlusconi negli Usa o nel Regno Unito, non avrebbe comportato la benché minima discussione: indignazione generale e dimissioni chiare, limpide immediate.

Nel nostro paese non è così, assolutamente.

I sondaggi dicono che la figura del premier non risulta particolarmente intaccata dallo scandalo Ruby, non vi è una perdita di consenso né un crollo nel gradimento del presidente del Consiglio.

Le ragioni sono certamente molteplici, ma in questa sede mi piace soffermarmi su una in particolare.

L’Italia è un paese dalla forte tradizione cattolica, tradizione che ha segnato ogni regione della penisola ormai da due millenni, e l’etica cattolica è rigida inflessibile verso il peccato, ma indulgente verso il peccatore; per l’appunto un po’ l’inverso dell’etica protestante, disposta a negoziare sui valori fondamentali, e quindi a mediare sul concetto di peccato, ma intollerante con chi sbaglia, con un assai diffuso sentimento dello scandalo.

Piccola parentesi che darà il prurito a molti anticattolici di professione: la caccia alle streghe fu fenomeno prettamente ed in larghissima scala protestante

Le unioni gay, pacs, l’inseminazioneartificiale, l’aborto, separazioni e divorzi: si tratta di temi che coinvolgono quei valori che la Chiesa definisce non negoziabili e che invece trovano aperture compromessi ed adesioni, seppur con diverse sfumature, nelle singole realtà protestanti.

La Chiesa nasce e si fonda su di un traditore, su di un uomo che di fronte a un fuocherello e a qualche ragazza, dimentica in un attimo il legame con il proprio Maestro, oltre tre anni di profonda condivisione, scompaiono di fronte alla paura di perdere la faccia.

Pietro il primo Papa, umanamente è una 'frana', e su di lui si fonda la Chiesa.

L’etica protestante trae origine storica dalla indignata coerenza di Lutero, nasce sulla rottura, sulla denuncia, sul senso dello scandalo pubblico suscitato dalla Chiesa di Roma.
La nostra cultura di retaggio cattolico non si scandalizza di fronte al male, ne conosce l’esistenza ed il potere che esercita su ciascuna persona.

Cardine della vita di fede di ogni cattolico è, d’altro canto, la confessione; si sperimenta costantemente il cadere, il peccato che ha il potere di togliere la vita, la pace, ma si ha la possibilità di risorgere, di essere rialzati tramite il perdono divino dispensato dai ministri della Chiesa.

La fede cattolica è cosa pubblica ma il peccato viene confessato nel privato; la fede protestante spesso viene relegata alla coscienza personale in un rapporto privatistico con la divinità, mentre il peccatore viene pubblicamente stigmatizzato.

Per questo il tentativo degli ultraprogressisti di tirare per la giacca il Papa, la Conferenza Episcopale Italiana, oltre ad essere stucchevole, si mostra del tutto fuori luogo volendo applicare alla Chiesa Cattolica un senso dello scandalo prettamente protestante.

Anche i due parroci catanesi, Alfio Carciola e Salvatore Resca, che parlano di prudenze e ritardi delle alte gerarchie vaticane, confondono la difesa della Verità dei valori non negoziabili con la condanna pubblica del peccatore

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  ilConservatore