Staccare la spina…del televisore
Quanta tristezza, che pesantezza, o Signore siamo piombati nel più cupo moralismo di stampo sovietico.
Monologhi monologhi monologhi, tanta retorica, autocelebrazione a tonnellate, nessun diritto di replica, una liturgia del nulla.
Ideologia a volontà: studenti e slogan, Dario Fo e slogan, Costituzione e slogan; colori cupi.
Una volta andavano di moda i girotondi; li ricordate? Oggi la gente sopra i tetti. Questi sono i nemici del partito democratico nostrano, i rimasugli del comunismo in Italia ristagnano nella pseudocultura e nella televisione, gli involontari alleati vincenti del Berlusconi agonizzante.
Toni apocalittici intrisi di vittimismo, la democrazia ormai giunta agli sgoccioli ma soprattutto una voglia irrefrenabile di staccare la spina… del televisore.
Se questa è la liturgia laicista, sono ancor più orgoglioso di frequentare altre liturgie.
Alla tediosa retorica di Saviano su Costituzione e Calamandrei preferisco ascoltare il Vangelo proclamato e predicato; sembrerà poco ma grazie al potere della Parola di Dio ho visto nascere delle vite, ricostruirsi matrimoni, risorgere persone distrutte.
E così la trasmissione si chiudeva con la salvezza del mondo, con un buonismo appiccicoso, il divino Saviano ci ha spiegato che a salvare il mondo sarebbero le brave persone, quelle antiberlusconiane, quelle coerenti, allineate e coperte. Dal canto mio resto convinto che a salvare il mondo sia la bellezza di cui parlava Dostoevskij per bocca del principe Myskin ne “l’Idiota”, ossia la bellezza del Cristo che dà la vita per i propri nemici, per le persone incoerenti, bugiarde, corrotte, egoiste: in altri termini per ogni uomo in carne ed ossa, senza chiedere nulla in cambio.
Repubblica del 29.11.2010 - Curzio Maltese domanda a Fabio Fazio
Era un programma non ideologico, Saviano e lei non lo siete, gli ospiti hanno raccontato storie. La signora Welby e il signor Englaro hanno raccontato tragedie di famiglia. Come si spiega che il cda Rai abbia chiesto di far replicare a un'esperienza di vita con un comizio ideologico di un movimento integralista cattolico?
"Accettare quella replica dei Pro Vita avrebbe significato ammettere che Mina Welby e Beppe Englaro avevano parlato in favore della morte. Non esiste direttiva Rai che possa impormi un'assurdità del genere".
Non vanno bene le critiche, c’è bisogno che il monologo non sia disturbato, che il consenso sia unico e consistente; in questa RAI non si può lavorare.
Inoltre la faziosità raggiunge un altro culmine pretendendo di essere super partes, né di destra né di sinistra, sono obiettivi, raccontano solo storie. Mentre gli integralisti sarebbero gli altri quelli che pretendono di avere una Verità diversa dalla loro.
I casi Welby ed Englaro sono diventati improvvisamente casi privati, intime storie d’amore vissute all’interno delle rispettive famiglie, basta un colpo di spugna improvviso di questa angelica coppia televisiva per cancellare tutto il clamore mediatico organizzato intorno a due casi cavalcati dal movimento radicale italiano come bandiere pro eutanasia.
E che poi il fenomeno Fazio-Saviano abbia un forte nesso con la protesta universitaria, questo lo avevamo già intuito. L’ideologia del nulla, del 6 politico, dell’appiattimento egualitario verso il basso, questo sì, li acceca entrambi.
