Mauro De Mauro, una scomparsa misteriosa
Scomparire nel nulla. Essere inghiottiti da un buco nero. Essere avvolti nel mistero per lunghi anni, conditi da mezze verità, depistaggi e omertà. E' quanto è successo a Mauro De Mauro, giornalista del quotidiano L'Ora di Palermo.
In una calda serata palermitana, precisamente il 16 settembre 1970, De Mauro stava rientrando a casa dopo una dura giornata di lavoro in redazione. Il cronista arrivato davanti alla sua abitazione, in via delle Magnolie, scese dall'auto con una bottiglia di vino in mano, comprata per festeggiare l'imminente matrimonio della figlia. Ma quel matrimonio non lo potrà mai vedere. Tre uomini gli si pararono subito davanti e lo costrinsero a risalire in auto. Da lì ebbe inizio il buco nero in cui De Mauro sprofondò.
Per mesi la famiglia e i media si mobilitarono in una campagna di ricerca, che non portò però alcun frutto. Perchè rapire De Mauro? Dire che era un giornalista scomodo appare troppo semplicistico. La complessità del personaggio De Mauro è pari a quella della sua attività giornalistica.
Mauro De Mauro, durante l'arrivo degli alleati, fece parte della Decima Mas, un corpo speciale del principe nero Junio Valerio Borghese che si alleò con i tedeschi. Successivamente il giovane De Mauro aderì alla Repubblica di Salò.
Il passato di De Mauro era pesante e fortemente connotato a destra. Della destra mantenne alcuni principi etici, ma ciò non gli impedì, una volta giunto a Palermo, di lavorare per l'Ora di Vittorio Nisticò, marcato da una linea editoriale di sinistra.
Nonostante una certa diffidenza iniziale dei colleghi, il giornalista conquistò tutti grazie alla propria bravura e alla professionalità, unita ad una grande simpatia umana. Ciò gli consentì anche di crearsi una fitta rete di confidenti e amici, in grado di tenerlo aggiornato su quanto accadeva a Palermo.
Sposò senza indugi la linea antimafiosa del quotidiano e riuscì a denunciare in breve tempo il giro di stupefacenti in mano alla criminalità organizzata, il mercato della prostituzione e la guerra tra le famiglie Greco e La Barbera.
De Mauro era uno che sapeva muoversi in città e sapeva "fiutare" le piste più interessanti. Fu forse questa capacità che lo portò a "mettersi nei guai" ed inimicarsi parte del sistema mafioso dell'epoca.
La scomparsa di De Mauro rimane ancora oggi uno dei più grandi misteri d'Italia. Non si conoscono nè gli autori del rapimento e della presunta uccisione, nè i moventi.
Gli investigatori hanno battuto tre possibili piste. La prima, quella meno attendibile, prende in esame gli articoli di De Mauro sul traffico degli stupefacenti a Palermo. Il cronista avrebbe scritto troppo e di conseguenza qualcuno voleva metterlo a tacere per sempre. La seconda è ben più complessa: riguarda la morte del presidente dell'Eni, Enrico Mattei. Poco prima della sua scomparsa, De Mauro aveva svolto alcune indagini sul caso Mattei (morto in un incidente, sul quale si sono riversati forti dubbi) per conto del regista Francesco Rosi.
Il cronista, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe trovato dei collegamenti tra mafia e servizi segreti volti ad eliminare Mattei. La terza ipotesi riguarda il suo vecchio comandante, Junio Valerio Borghese. Il principe nero avrebbe, durante gli anni '70, progettato un colpo di Stato e De Mauro sarebbe venuto a conoscenza di un accordo tra golpisti e mafia.
Fatto sta che De Mauro, durante i suoi ultimi giorni di vita, aveva scoperto qualcosa di grosso, di esplosivo e portava un dossier sempre con sè.Un dossier che purtroppo non verrà mai dato alle stampe. Le supposizioni che si possono fare sui moventi della scomparsa sono molteplici.
Aveva scoperto dei retroscena dietro la morte di Mattei? Aveva scovato degli accordi con la mafia per un colpo di Stato? Aveva dato fastidio alle famiglie di Cosa Nostra?
Tutti interrogativi rimasti irrisolti. L'unica certezza è che De Mauro è scomparso all'interno di un immenso e spaventoso buco nero.

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