Recensioni, Il suono dei mille silenzi

Orfanotrofi. Inimmaginabile, per gli uomini che non hanno letto questo romanzo, ascoltare i mille silenzi che, in uno di quei luoghi, mille bambine suonano, ogni singolo giorno e ogni singola notte, fino al compimento dei 18 anni.

Sono i silenzi dei loro pensieri, dei loro sguardi, delle punizioni e violenze fisiche subìte e dei tormenti psicologici, delle loro azioni mosse da una ribellione repressa, accompagnata dal terrore.

E’ proprio il terrore l’incontrastabile presenza di cui l'inesistenza al di là delle mura dell’orfanotrofio, è inimmaginabile invece per le bambine che si trovano costrette a vivere la loro infanzia lì dentro.

Tra i mille silenzi di quel luogo, quello di una di loro che decide di scriverlo e descriverlo, così da farlo leggere, sentire e ben immaginare.

E’ Emma La Spina, che racconta ne ‘Il suono di mille silenzi’ l’incubo della sua infanzia, un diario svelato da cui emergono denunce di fatti intolleranti e che indignano, vicende che sembravano far parte di un passato remoto o di un luogo lontano e che invece serpeggiano lungo le mura della città dalla pietra nera, negli anni 60.

Una lunga testimonianza disarmante a tal punto da indurre il lettore, anche per qualche attimo, al pensiero cinico di chi non crede, di chi reputa l’eccesso della sfortuna da ‘piccola fiammiferaia’ una favola arricchita dalla fantasia dei bambini.

Ma Emma non si piange addosso, racconta il suo incubo in maniera diretta e precisa, senza urlare allo scandalo, senza troppi giri di parole né scontate autocommiserazioni. Con riflessioni fredde e obiettive e la consapevolezza di chi ha conosciuto il mondo solo dopo, la scrittrice ancora si chiede come sia stato possibile l’accadimento di alcune azioni commesse da adulti che il lettore incontra lungo il racconto e che lo tengono nell’attesa di leggere uno spiraglio di affetto e di fortuna.

Il romanzo si alimenta della ricerca di una piccola speranza che venga incontro a un’anima innocente che nulla ha fatto per non meritarla. Una speranza che Emma vuole scorgere negli occhi e nelle risposte di qualcuno in cui aveva diritto di cercarla, per trovare le sue origini, la sua identità e una complicità sempre negata da sua sorella: un’altra bambina che però, vive il suo stesso incubo.

DAL ROMANZO
Era il primo giorno di scuola.
«Come ti chiami?» chiese l'insegnante.
«Emma» risposi.
«E poi?»
E poi cosa? Non capivo. Restai muta.
Le altre bambine ridevano, prima sommessamente, poi fragorosamente.
L'insegnante prese a scorrere il registro. Andò per esclusione. «Forse sei questa: La Spina» disse.
Fu così che seppi il mio cognome

Il suono di mille silenzi è edito da Piemme,
Aprile 2009
Pagine 224

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