“Timor sacro”, romanzo inedito di Stefano Pirandello
Per gli amanti della letteratura dal dodici di Ottobre, in tutte le librerie, è disponibile il romanzo inedito, “Timor sacro”, di Stefano Pirandello, apparso per i tipi di Bompiani, curato da Sarah Zappulla Muscarà.
Un romanzo a cui l’autore ha lavorato per tutta la vita con la volontà di pubblicarlo postumo. Un’opera fortemente autobiografica, il romanzo di tutta un’esistenza, in cui, attraverso la narrazione di due vite allo specchio, quella dello scrittore, Simone Gei, irretito nella stesura di un’opera d’esaltazione del fascismo, e quella dell’albanese Selikdàr Vrion, sfuggito alle arcaiche leggi di vendetta privata della sua stirpe, si ripercorre l’itinerario artistico di Stefano Pirandello.
Un contributo importante che si aggiunge a “Tutto il teatro”, curata sempre da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla ed edito da Bompiani, e a “Nel tempo della lontananza, 1919-1936”, edito da Sciascia. È doveroso sottolineare che, finalmente, grazie al prezioso lavoro dei due studiosi, non si parla “solo” del padre Luigi, ma anche della ricca e multiforme opera del figlio Stefano, non soltanto amministratore, segretario, collaboratore del padre ma uno scrittore di notevole livello artistico.
Abbiamo letto questo libro con grande interesse e siamo convinti che sarà un vero successo e diverrà presto non soltanto un ‘caso’ letterario, ma anche un best seller. E per questo che ne consigliamo vivamente la lettura. Ma chiediamo alla studiosa Muscarà di accennarci ad alcuni dei tanti motivi d’interesse del romanzo “Timor sacro”.
Professoressa Sarah Zappulla Muscarà ci può spiegare quali sono le motivazioni che hanno spinto Stefano Pirandello a scrivere questo libro e quali sono gli elementi autobiografici di tale opera?
“Timor sacro” è un romanzo che mescola la storia individuale dell’autore con quella collettiva. È la trasposizione letteraria del legame amoroso e tirannico fra Luigi e Stefano, del difficile ambiente familiare, della travagliata esistenza dell’autore, che attraverso quest’opera letteraria ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e insieme di tutta un’epoca. “Timor sacro” è inoltre un meta-romanzo, ovvero un romanzo sulla genesi del romanzo che palesa i dubbi, le incertezze compositive di Stefano sorprendendo così lo scrittore nell’atto creativo della narrazione. Un romanzo singolarmente moderno che spalanca una finestra sulle laceranti tensioni del XX secolo.
Grazie al Suo lavoro di ricerca è ora possibile conoscere un autore degno di ammirazione, fino ad oggi obliato. Come mai, secondo Lei, questo percorso così difficile per Stefano Pirandello?
Per non essere schiacciato da un cognome così illustre, Stefano preferì prima ricorrere ad uno pseudonimo, poi lavorare in silenzio, senza preoccuparsi di farsi pubblicare e rappresentare. Oggi è giunto finalmente il momento di restituirgli con il suo cognome quel posto nella storia della letteratura che gli spetta di pieno diritto.
