Foto N. Russo
Angelo Branduardi

Un 'menestrello' sotto il vulcano

Giovedì 8 luglio presso l'Anfiteatro Parco Manenti di Mascalucia si è tenuta la prima tappa del Mascalucia Summer Festival, ospitante Angelo Branduardi in concerto. L'evento, scandito in tre date, avrà come prossimi protagonisti i PFM e i Modena City Ramblers, rispettivamente il 9 ed il 12 luglio.
La serata fresca e la riscoperta bellezza della location hanno fatto da cornice al concerto musicalmente ricco e coinvolgente di Branduardi e della sua espertissima band.

Il menestrello lombardo, come molti amano chiamarlo, ha ripercorso i quasi raggiunti quarantanni di carriera, dinnanzi ad un anfiteatro gremito di suoi conoscitori e ammiratori.
Da “Alla Fiera dell'Est”, ai tanti brani di argomento francescano dell'album “L'infinitamente piccolo”, da “Cogli la Prima Mela” ai più recenti “Il denaro dei nani” e “La tempesta”, l'artista ha dato prova del suo indiscutibile talento come violinista, interprete, narratore e cantante.

Autore mite, si è sempre concentrato sul recupero di specifiche forme musicali e letterarie, più che sulla ricerca di temi dal facile riscontro.
Presentando la canzone “Il denaro dei nani”, lui stesso ha sottolineato come questa fosse l'unica canzone di denuncia della sua lunga carriera. In essa, attraverso la leggenda celtica sulla tossicità dell'oro dei nani, ha mosso una critica ai finanzieri d'assalto che hanno tanto danneggiato la nostra economia con la loro avidità. Ma “Il loro denaro non vale niente”come cita il ritornello.

Il background culturale dei testi branduardeschi è vasto, internazionale e approfondito, forse tanto da non far comprendere appieno il valore della sua musica a chi ne fosse all'oscuro. Da sempre l'artista si pone di riproporre un passato che attraversa i luoghi e i tempi più disparati, e coniuga modelli musicali medievali, rinascimentali e non solo, a tanta letteratura.
Gli arrangiamenti fiabeschi e il coinvolgente ritmo da danza popolare sono frutto non solo dell'evidente talento e passione degli interpreti, ma anche di una sperimentazione musicale, più retrospettiva che innovativa, che riprende l'uso di strumenti molto antichi quali ad esempio il bouzouki o l'armonium indiano.

Branduardi è stato senz'altro un punto di riferimento per la musica italiana, sebbene da molti sia stato accantonato nel tempo. Riguardando e risentendo oggi il cantautore, alla luce dei tanti artisti emersi a molti anni dal suo esordio, non risulta difficile individuare le tracce che in piccole dosi il suo modello artistico ha lasciato dietro di sé.

Già guardando ai prossimi ospiti dell'Anfiteatro, i Modena City Ramblers, possiamo dire che sebbene coinvolgano un pubblico di ben altre generazioni, non sono poi così distanti come sembrano. L'originalità, in tempi così musicalmente stereotipati, è da sola un punto in comune di tutto rispetto.


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