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Etnafest, una scarica di "Vibrazioni" positive

Microfoni che volteggiano come corde da cowboy; chitarre sulle spalle come zaini carichi di sonorità; cilindro e bicchieri di vino compagni di una canzone; un palcoscenico officina di forti energie rock ma nello stesso tempo rifugio di lente melodie. Sono “Le Vibrazioni”, quelle della musica, quelle del cuore, quelle che hanno fatto cantare ed emozionare il pubblico catanese per l’ultima puntata live di Etnafest 2010, ieri sera - 19 settembre - all’Anfiteatro delle Ciminiere.

In una calda serata di settembre che ha restituito solarità e allegria estive, un Francesco Sarcina in versione birra&sigaretta ha accompagnato l’entusiasmo dei numerosi spettatori presenti. Uno style anni ’70 immortalato in quell’immagine che accompagna la band sin dalla sua nascita (quest’anno è il decimo compleanno) quando il cantante dai capelli lisci e lunghi, pantaloni a zampa, gilet e camicia optical ha iniziato a scalare le hit insieme ai compagni d’avventura.

E tra un brano e l’altro ha fatto eco tra gli spalti un instancabile saluto del gruppo milanese alla città di Catania: Sarcina ha dialogato con il pubblico sull’istruzione, sul calcio, sul vino, riprendendo fiato per non interrompere quell’escalation di canzoni che gridano all’amore più romantico, ma con la forza che solo il rock può regalare.
Un repertorio conosciuto che ha dato la misura del successo delle Vibrazioni: non hanno cantato in coro solo i numerosi fan che conoscevano a memoria i testi, ma tutti gli spettatori, perché brani come “In una notte d’estate”, “Vieni da me” e l’intramontabile “Dedicato a te”, quello di «Giulia, oh Giulia», sono cult della musica italiana del nuovo millennio. E per chi non conosceva ancora per intero l’ultimo album “Le strade del tempo” il concerto dal vivo è stata la migliore occasione per apprezzare la tecnica musicale del gruppo, la cui maturità è dimostrata soprattutto nel singolo “Respiro”. La “vibrante” emozione di questo pezzo è stata trasmessa al pubblico attraverso le note del pianoforte intrecciate alla voce calda di Sarcina.
Non è mancato nemmeno l’ultimo pezzo promosso dalle radio in queste settimane intitolato “Senza indugio”, che percorre uno dei temi must della band: la dichiarazione d’amore per una donna, eterea e terrena allo stesso tempo, in un viaggio tra il sacro e il profano.
E senza indugio procede anche Etnafest 2010 – rassegna organizzata dalla Provincia regionale di Catania e fortemente voluta dal suo presidente Giuseppe Castiglione - che dopo aver concluso una parte del cartellone riparte con gli appuntamenti di musica classica, con l’opera dei pupi e con il grande tributo all’opera di Giovanni Verga nel mese di dicembre.

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