Umberto Balsamo (SiciliaToday)

Intervista a Umberto Balsamo, il signore della musica italiana

Durante una splendida mattina primaverile abbiamo avuto modo d’incontrare uno dei cantautori più importanti e stimati del panorama musicale italiano. Abbiamo intervistato Umberto Balsamo, noto cantautore di origine catanese, che ci ha accolto nella sua splendida casa etnea. L’intervista si è svolta in clima fortemente piacevole e rilassante, cullati e coccolati dal rumore delle onde del mare che s’infrangevano sugli scogli creando, così, una particolare colonna sonora alla nostra chiacchierata.

Il cantautore si presenta a noi con un’umiltà e una timidezza disarmante; la sua disponibilità nei nostri confronti è stata immensa, degna solo dei grandi uomini; ha raccontato con piacere ed estrema gentilezza la sua storia dagli inizi sino ai giorni nostri. Inoltre, ha aperto le porte del suo studio privato, la sala parto delle sue idee, con la classe e l’eleganza di un vero signore, ci ha concesso delle novità in anteprima assoluta sui suoi nuovi progetti discografici. Abbiamo discusso dell’attuale condizione musicale catanese ed italiana e ci siamo immersi, grazie ai suoi racconti, nella magica atmosfera degli anni settanta e ottanta ripercorrendo quei tempi con un pizzico di sana nostalgia. Abbiamo approfondito e compreso le scelte, le motivazioni di alcune decisioni definite dallo stesso autore “azzardate” ma consapevoli di un reale successo e di una sicura opinabilità.

Umberto Balsamo, una persona discreta, sembra quasi non appartenere al frenetico ed esibizionista mondo dello show business; infatti la sua casa, elegante ed accogliente, per scelta personale, espone i vari premi e i vari riconoscimenti alla carriera, esclusivamente nel suo studio privato. Solo in questo luogo è possibile scoprire e conoscere i tanti premi di cui è stato insignito, perché al musicista non importa apparire o dimostrare qualcosa agli altri, l’importante è fare musica tutto il resto è solo un semplice contorno. Questa sua naturale timidezza l’ha, probabilmente, aiutato a comporre le sue canzoni con una maggiore poeticità e sensibilità, creando una perfetta amalgama tra musica e poesia.

Fare il mestiere del cantautore non è facile, perché comunicare e trasmettere agli altri le proprie emozioni, i propri sentimenti in maniera immediata e semplice con il rischio di non essere capiti o fraintesi è quasi naturale. Creare quella chiave d’accesso che permette di entrare nel cuore e nell’animo umano è una qualità che pochi musicisti riescono ad avere. Comunicare il proprio pensiero in musica non è cosa da tutti, ma il “nostro” Umberto ci riesce da più di quarant’anni. Non dimentichiamo che Balsamo non è solo “ Balla” o “ L’Angelo Azzurro”; infatti è stato a Sanremo come autore ben dodici volte, i suoi brani sono stati cantati in tutto il mondo. Basti ricordare la cantante Grace Bumbry che cantò “Nathalie” , scritta da U. Balsamo nel 1975, della cui canzone furono incise cinquanta cover tanto che il brano vendette venti milioni di copie nel mondo e solamente in Brasile ne furono vendute due milioni . Tale canzone fu anche cantata ed eseguita dal vivo, sempre dalla Bumbry,davanti al presidente in carica degli U.S.A Ronald Regan quando s’insediò alla Casa Bianca.

In questo clima poniamo la nostra prima domanda:

-Quali sono stati i suoi inizi musicali e come ha capito che la musica sarebbe stata il suo mestiere?
“Io fin da piccolo, sin da quando avevo quattro o cinque anni sentivo che avevo questa grande voglia di musica, anche se io non la definirei, semplicemente, voglia ma la definirei mezzo per comunicare. Ricordo che mentre fischiettavo, comunicavo, anche se non me ne accorgevo, già componevo delle melodie. Di conseguenza all’età di diciassette anni ho voluto conoscere la musica da vicino studiando. A vent’anni sono partito da Catania e sono andato a Milano e fra il ’63 e il ’64 mi sono stabilito nella città meneghina. Da lì ho iniziato ad avere contatti con gli editori. Nel ’66 è stato inciso il mio primo brano come autore e così via fino al ’71.
Mi proposero di cantare dopo aver avuto successo come autore con brani come: “ Amare di meno” o “ Occhi neri”, fui combattuto, perché io non volevo cantare ero timido per affrontare il pubblico. Dopo quasi sette mesi mi sono convinto e ho accettato l’offerta e mi sono buttato in questa splendida avventura che mi ha dato tanto. Non c’è cosa più bella che realizzare i propri desideri e fare il lavoro che si vuole”.

-Qual è la canzone a cui è più legato?
“ Non c’è una canzone a cui sono più legato. Una canzone a cui “forse” sono più legato e che mi ha fatto soffrire molto per scriverla è “Balla” . Trovo questo pezzo fantastico, magari all’interno della canzone il testo, probabilmente, perde un po’ , perché la musica è una tarantella. Se legge il testo al di là della musica si capisce immediatamente che il testo è molto forte. Ogni parola, ogni rigo è forte di significato. Per me il più bel testo che ho scritto”.

-Parliamo del suo incontro con Mina
“ Un giorno Mina chiamò il mio editore di allora con cui avevo un contratto dicendo che mi voleva conoscere. Io fui lusingato di tale chiamata. Ero timidissimo, imbarazzato. Ricordo che le avevo fatto ascoltare L’Angelo Azzurro , la mia nuova canzone. Lei mi disse che non mi aveva fatto chiamare per questo; infatti mi chiamò, perché aveva ascoltato un mio 45giri che avevo inciso l’anno precedente all’Angelo Azzurro. Il brano in questione era “ Se”. Un brano che a lei piaceva moltissimo, tanto che mi chiese di farglielo ascoltare. Io quel brano non lo sapevo suonare al piano, perché io so suonare la chitarra e allora dissi no. Le dissi che ero venuto per il brano nuovo e non per quello che già avevo fatto. Sono stato stupido, perché lei aveva l’abitudine di portare al successo anche brani già conosciuti di altri; non seppi sfruttare l’occasione a causa della mia timidezza e ciò mi dispiacque molto. Subito dopo incisi L’Angelo Azzurro e fu un successo enorme”.

-Lei nasce come musicista, come abbiamo detto, sa dirmi qual è la canzone che ha scritto per altri cantanti che ricorda con maggior affetto?
“Tra le canzoni che ho scritto per gli altri sono legato ad Italia . Questa canzone la doveva cantare Pavarotti che ho poi tolto al grande tenore per darla a M. Reitano, il quale mi aveva pregato di darla a lui. Sicuramente una scelta ’azzardata’ … ‘perdente’.
Perdente non per M. Reitano come persona, perché Mino era un ragazzo fantastico, ma il cambio andava comunque a perdere, perché Pavarotti avrebbe dato mille mentre Mino un po’ meno. L’ho fatto, perché Mino, caro amico, mi chiamò tantissime volte tanto che non seppi dire di no. Non sono pentito della scelta, andava fatta e la feci.
Le persone che dicono che Italia sia un brano patriottico sbagliano, perché è un ringraziamento, un gesto d’amore all’Italia, perché l’Italia è veramente un paese speciale. Coloro che hanno detto ciò sono persone stupide, che non sanno leggere tra le righe. Mia madre non l’ho mai sentita cantare, però Italia la cantava e la cosa mi ha emozionato parecchio. Tutte le persone anziane sono particolarmente legate al brano, si commuovono e questo è un segnale che la canzone è sentita, che arriva al cuore. Italia è un omaggio alla nostra terra.
Alcuni giornalisti hanno criticato Italia.
In particolar modo, un critico musicale del “Corriere della Sera” ha detto che la canzone è banale, ma questo giornalista non ha capito nulla del brano. È lui banale, perché non sa leggere tra le righe.
A volte una parola se letta superficialmente diventa banale, ma la parole più semplice può essere la più profonda del mondo se letta nel modo giusto. Bisogna scavare nel significato delle parole e capire che non c’è niente di banale.
È chiaro che ognuno ha un diverso modo di scrivere e a me andava di fare un inno per l’Italia con un linguaggio contadino semplice, perché mi volevo rivolgere al popolo con un linguaggio per tutti.
Ricordo che Pavarotti la doveva cantare come sigla d’apertura del Festival. Fu proposto questo e sicuramente non avrebbe avuto le critiche che ha avuto con l’interpretazione di M. Reitano. Quell’anno G. Vesigna, direttore di Sorrisi e Canzoni, al DopoFestival disse: “ State facendo una caciara, perché l’ha cantata M.Reitano, perché se l’avesse cantata Pavarotti come doveva cantarla, nessuno di voi avrebbe detto e fatto quello che state facendo”.
Dicendo questo li ha zittiti tutti.”

-Lei è stato Presidente di Giuria al nuovo Festival della Canzone Siciliana. Cosa ne pensa di quest’iniziativa e delle canzoni proposte?
“Se parliamo di Canzone Siciliana non si deve portare nessun ammodernamento. Io l’ammodernamento lo posso capire nelle canzoni pop italiane. Nella Canzone Siciliana credo che, la gente si aspetti la Classica Canzone Siciliana con dei canoni musicali siciliani. Quando si fanno dei tentativi di miscuglio a me non piace. Il Festival Siciliano si deve fare rispettando certe tradizioni”.

-Adesso nel futuro musicale di U. Balsamo cosa c’è in preparazione?
“Adesso sto finendo il mio ultimo album intitolato: ’Avevo Voglia di Canzoni’ .
Per colpa delle multinazionali, che sono state un disastro per la musica italiana in genere, sono stato costretto ad aprire una mia etichetta che si chiama: Produzioni Musicali l’ Angelo Azzurro’.
Con quest’etichetta ho prodotto il mio disco ed un mio artista che si chiama ‘Anima Inquieta’ e sarà venduto on line.
Sarà creato un sito, per la vendita di questa nuova creazione e di altri miei vecchi brani. La TV adesso offre poco, davvero poco, come musica e allora dobbiamo cercare strade nuove, per poter arrivare alla gente. Creerò una pagina dove la gente, ed in particolar modo i miei affezionati, avrà un contatto diretto con me. Si potrà parlare in cam e avere informazioni. In pratica un nuovo modo per arrivare alle persone. Quello che non si può fare in TV lo facciamo noi con internet creando queste innovazioni.”

-Cosa ne pensa della realtà musicale catanese?
“ Non conosco molto della realtà musicale catanese, ma basandomi su ciò che conosco posso dire che ci sono musicisti davvero bravi, che non hanno il coraggio di andare fuori, perché sicuramente se andassero fuori da Catania avrebbero sicuramente successo. Molti, però, per mancanza di coraggio non fanno questo salto e non è giusto”.

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