Bagheria, lite in famiglia per il cane: ucciso 37enne
Ha accoltellato a morte il cognato di 37 anni dopo un litigio causato, forse, dal cane della vittima che poco prima l'aveva morso. E' successo a Bagheria (Palermo). L'uomo, 22 anni, ha detto ai poliziotti che lo hanno arrestato di essere stato minacciato dal convivente della sorella con un pezzo di vetro.
Rosario Ferrito, 22 anni, è stato arrestato dalla polizia per omicidio dopo aver ucciso Giuseppe Alongi, con una coltellata al collo.
In carcere, per concorso in omicidio, sono finiti tre uomini: Pietro Ferrito, 55 anni, e i due figli Giampiero di 29 e Rosario di 21 anni, rispettivamente padre e fratelli della convivente della vittima. Le indagini sono state ostacolate dal muro di omertà eretto da tutti i componenti della famiglia, spiegano gli stessi investigatori. A dare l'allarme alla polizia è stato il medico di guardia del pronto soccorso dell'ospedale "Buccheri La Ferla" di Palermo. Poco prima un uomo, accompagnato dalla sua compagna, si era presentato in ospedale con ferite da arma da taglio alla testa e alla gola.
In poco tempo i poliziotti sono risaliti al fatto di sangue avvenuto in contrada Lo Monaco. Nel frattempo Giuseppe Alongi è morto a causa delle profonde ferite riportate. Come ricostruito dagli agenti, la vittima e i suoi aggressori, che serbavano reciproco rancore da molto tempo, si sono incontrati al battesimo del figlio di uno dei due aggressori.
Da qui è scaturita l'ennesima discussione causata dal cagnolino di Alongi che aveva inveito contro Rosario Ferrito. Questi avrebbe estratto un coltello e avrebbe accoltellato alla gola e alla testa il cognato. I tre Ferrito - cioè il padre e i due figli - sono adesso rinchiusi nel carcere Ucciardone.
Dopo la notizia dell'aggressione, nella zona, sono cominciati disordini e alcuni familiari della vittima volevano linciare l'assassino che è stato portato in questura a Palermo.
